Poesia a William Webb Ellis
Moriremo, prima di concedervi un metro
sentiremo il cuore spezzarsi e mancare il respiro
per potervi respingere.
Saremo il vostro fangoso incubo, o voi lo sarete per noi.
E allora tenteremo di nuovo, con la forza e il coraggio
l’orgoglio e la lealtà
perché alla fine possa esserci il riso dei vincitori
e il pianto degli sconfitti
ma così diluiti dal colore sporco dei simboli
che sarà difficile riconoscere le parti.
E vi tenderemo le mani, alla fine
da sconfitti o da vincitori allo stesso modo
con la stessa gioia di esser riusciti nell’esservi pari
coi volti segnati allo stesso modo
con la stessa voglia di violare il vostro orgoglio
con il nostro spirito ovale.
Tutto per vincere, niente per umiliare e offendere
perché possa essere ancora RUGBY.
Flower of Scotland
O Flouer o Scotland,
Whan will we see
Your like again,
That focht an dee’d for,
Yer wee bit Hill an Glen,
An stuid agin him,
Prood Edward’s Airmy,
An sent him hamewart,
Tae ‘hink again.
The Hills is bare nou,
An Autumn leafs
Lies thick an still,
Ower land that is lost nou,
That they sae dearly held,
That stuid agin him,
Prood Edward’s Airmy,
An sent him hamewart,
Tae ‘hink again.
Thir days is past nou,
An in the past
They maun remain,
But we can aye rise nou,
An be the nation again,
That stuid agin him,
Prood Edward’s Airmy,
An sent him hamewart,
Tae ‘hink again.
O Flouer o Scotland,
Whan will we see
Your like again,
That focht an dee’d for,
Your wee bit Hill an Glen,
An stuid agin him,
Prood Edward’s Airmy,
An sent him hamewart,
Tae ‘hink again.
La nostra squadra è come un albero
La nostra squadra è come un albero.
Le radici di un albero affondano profonde nella terra a cercare nutrimento e stabilità. Non vedono mai la luce del sole e della loro esistenza talvolta, osservando la bellezza di un albero, non ce ne accorgiamo neppure.
Le nostre radici sono i piloni.
Le radici convergono tute al tronco, robusto, compatto, ma allo stesso tempo anche snello, si lancia a raggiungere il cielo. Per l’albero la sua corsa verso la luce è vitale.
Il nostro tronco solo le seconde linee.
Dall’estremità del tronco si diramano i rami più robusti. La loro base quasi si confonde con il tronco, ma le propaggini diventano talmente esili da essere facili prede del vento. Essi collegano la parte inferiore dell’albero a quelle più infinitesime dove le foglie raccolgono la vita.
I nostri rami sono le terze linee.
Le foglie sono la parte più bella e delicata dell’albero. Esse si muovono velocemente, spesso a scatti sotto l’azione del vento, ma non perdono mai la loro naturale eleganza. Quando si staccano dai rami, in quell’interminabile volo che le separa dal terreno, si compie il senso stesso dell’esistenza dell’albero. E’ la vita che si appresta a sbocciare nuovamente; è il compimento di un ciclo vitale.
Le nostre foglie sono i trequarti.
La nostra squadra è come un albero.
Paolo Marta, Ruggers
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