pronto?!

questa mattina sono venuto a lavorare sfruttando la navetta aziendale. non ne avrei diritto, essendo un consulente esterno, ma sia la società che gli autisti tollerano la situazione considerando anche il fatto che i posti vuoti sono generalmente più numerosi di quelli pieni, il servizio è buono, ma non viene sfruttato insomma.

ospite fisso di questa navetta, sempre primo a salire a bordo e seduto sempre al primo posto disponibile sulla fila di destra (un po’ come secondo pilota), troviamo un personaggio di quelli schietti, ma troppo… di quelli che ti dicono sempre quello che pensano, ma senza preoccuparsi della tua eventuale reazione… magari hanno anche sempre ragione, ma a volte, anche in modo gratuito, ti devono per forza far notare che stai facendo qualcosa che non va bene… anche se a loro non riguarda in nessun modo… antipatico per scelta insomma, poco empatico, che non significa stronzo (almeno per me!) ho reso l’idea?

ebbene, questa mattina, il nostro autista ha ripetutamente ricevuto telefonate alle quali ha risposto sempre dovendo usare una delle due mani, cercando prima il telefono in una tasca dello sportello e dovendo distogliere, ovviamente, lo sguardo dalla strada e tenendo poi il telefono vicino all’orecchio per tutto il tempo della telefonata… ovviamente…

dopo la seconda telefonata il nostro copilota ha deciso che era arrivato il momento di intervenire, come non farlo?! impossibile resistere e obbligatorio farlo!

aggiungo che, leggermente, era stato fomentato da due colleghi seduti immediatamente dietro di lui nella seconda file di posti, a destra e a sinistra… come le uscite di sicurezza degli aerei… in questo caso non usate…

conoscendo il tipo, forse, hanno pensato di creare la situazione per far passare la solita mezzoretta di viaggio.

beccato in fallo, l’autista, ha prima pensato ad una sorta di frase buttata lì tanto per dire, un pour parler sterile (la mezzoretta deve passare per tutti), poi quando ha sentito lo sguardo insistente del copilota puntato sul suo profilo destro ha capito che non si scherzava ed ha quindi iniziato ad accampare strane scuse sul fatto che lui è un autista professionista e per questo esentato dall’obbligo dell’uso di auricolari e/o affini e qui è successo il patatrac!

è a questo punto che intervengono anche gli avvoltoi alle spalle del nostro copilota e, spalleggiati da lui, da dietro la sua schiena, iniziano ad affondare i becchi nell’ormai cadavere dell’autista esposto al loro fabbisogno giornaliero.

logicamente fanno notare all’autista che la legge è (dovrebbe!) essere uguale per tutti e che quindi tutti devono rispettarla, ma davvero a questo punto la discussione (comunque pacata, devo dire) diventa però sterile ed inizia l’eterna gara del chi ce l’ha più lungo e, all’ennesima telefonata ricevuta, l’autista ostenta sicurezza e arroganza e risponde ancora una volta trattenendo, anzi, il suo interlocutore oltre il dovuto… mi è sembrato anche che tenesse il gomito esageratamente alzato :)

ora, non voglio giustificare né uno né gli altri anche se il problema telefonino alla guida, a Roma, sta diventando è ormai un problema davvero enorme e sono convinto anche io che le leggi vadano rispettate… al di là di questo un auricolare di merda bluetooth costa meno di 20 euro, credo alla portata di qualsiasi possessore di un mezzo da guidare… al bisogno ultimo, nella scatola di ogni telefono che si compra c’è compreso anche l’auricolare di serie, col filo, da collegare al telefono stesso, oddio che ribrezzo!

comunque di questo ne parleremo un altro giorno, quando verrò a lavorare in auto o in moto e sarò più incazzato, oggi no :)

quello che, invece, voglio dire è che un po’ l’autista se l’è meritata visto che ostentava in bella vista davanti a sé una copia de Il Giornale che titolava qualcosa come “caro Silvio…” :D

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