Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio qualunque Dio esista
per l’indomabile anima mia.Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io Sono il signore del mio destino:
Io Sono il capitano della mia anima.William Ernest Henley
la poesia è molto bella e, si dice, che abbia aiutato a tenere alto il morale di Nelson Mandela durante gli anni del carcere quando sentiva che stava per lasciarsi andare… meno bello mi è sembrato l’omonimo film di Clint Eastwood dedicato agli avvenimenti successi a cavallo tra l’elezione di Mandela presidente del Sud Africa e la coppa del mondo di rugby del 1995 vinta proprio dagli springboks.
non so cosa non mi è piaciuto in particolare. conoscevo già la storia, sia quella vera, giornalistica, che quella sportiva compresa di aneddoti vari e leggende tramandate.
forse il taglio troppo documentaristico del film, non ho mai visto la macchina da presa affondare il colpo e approfondire i sentimenti… ecco, mi è sembrato un pochino sterile per chi poteva già conoscere i fatti e poco approfondito per chi non li conosceva… se poi deve servire come trampolino di lancio per ricerche private allora ben venga, ma a me ha lasciato poco, peccato… però potrei essere io a non essermi coinvolto troppo…
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