Silvio via dal suo inno? Ci lavoro giorno e notte
così dice Andrea Vantini, autore dell’inno dedicato a berlsuconi… e per toglierlo dal governo che bisogna fare?
Silvio via dal suo inno? Ci lavoro giorno e notte
così dice Andrea Vantini, autore dell’inno dedicato a berlsuconi… e per toglierlo dal governo che bisogna fare?
ovviamente non tutti i dipendenti delle ferrovie dello stato saranno al pari di quelli raccontati nella testimonianza riportata da Repubblica.it, ma è ormai vero che al peggio non c’è mai fine, siamo diventati un paese popolato da bestie, tutto merito della cafoneria che ci guida ormai da anni e così facile da seguire… meno male che ci siamo… giustamente, visto che ormai il modo di pensare e di agire è lo stesso per tutti bisogna adeguare anche i testi sacri!
caro Gesù bambino appena nato, fai un regalo a quei due simpatici e ligi lavoratori, fai provare loro cosa può significare vivere senza le braccia e scontrarsi contro il muro dell’indifferenza della gente… mica per sempre, basterebbero meno di 24 ore, non ti chiedo molto in fondo, no?
ti ringrazio in anticipo e attendo fiducioso, grazie
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non ho mai aspettato così tanto un film…
per difendere l’indifendibile sono disposti a pubblicare di tutto, che tristezza…
Dopo la tv e la radio Simona Ventura si prepara per una nuova avventura professionale. A partire da metà gennaio, l’energica showgirl, lancerà una Web-tv tutta sua. “Sarò editore, direttore e magari – ha detto la Ventura in un’intervista rilasciata al settimanale “A” – poi mi compra il portale della Rai”. Del resto, ha precisato la presentatrice che in qualche modo segue le orme di Oprah Winfrey, la più influente donna del mondo che a seguito del crollo degli ascolti del suo talk show in onda sulla Abc ha deciso di lanciare una propria tv via cavo (non prima del 2011), “questo è il futuro della comunicazione”.
da Tiscali.it
Estiqaatsi!
Estiqaatsi, grande capo indiano della tribu’ Cherokee Shalakke, medico, sciamano, filosofo, pensatore e figlio del Grande Capo Sequoyah dice essere finalmente ora che Simona Ventura pensare a fare questa cosa, serviva questo servizio che veramente mancare nel mondo della rete…
ieri, per completare il calvario gastronomico dei giorni di Natale, ero stato invitato a partecipare ai festeggiamenti per i cinquanta anni di matrimonio di una mia zia, sorella di mia madre.
devo dire che invecchiando partecipo a queste occasioni dimostrando di volta in volta sempre meno fastidio e, anzi, apprezzando il fatto di ritrovare dei parenti che non vedo spesso o quasi mai.
anche ieri, in effetti, la giornata è stata piacevole… e il cibo ottimo
questa mia zia ha quattro figli, tutti maschi, tutti pezzi d’uomo oltre il metro e ottanta, tutti ottimi lavoratori e con un ottimo naso per le occasioni giuste. apparentemente sono felici e realizzati, poi lo stato reale delle cose possono saperlo solo loro…
il più grande di questi figli dovrebbe avere quarantanove anni e finite le scuole medie (anche se qualche parente dice che sia andato via a diciotto anni) è uscito di casa per andare a studiare in istituti non disponibili nella zona in cui abitava e non so per quale motivo la scelta è ricaduta sulla toscana… forse un prestigio migliore per lui che voleva intraprendere la carriera di restauratore di opere antiche.
non so fino a che punto sia riuscito a realizzare quanto prefissato, ma comunque oggi è un ottimo professore universitario proprietario legittimo di una cattedra covata per molti anni, in più, credo, ha in cura molte gallerie di Firenze… lo so, non sto dando molte informazioni certe, un po’ per ignoranza mia sulla sua effettiva condizione, un po’ anche per questioni di privacy… hai visto mai dovesse prenderla male!
fatto sta che questo mio cugino, quando io ero piccolo, capitava spesso a casa dei miei; abitavamo a pochi passi dal Vaticano e a lui faceva comodo la posizione… in sostanza si fermava un giorno, massimo due e ripartiva… non andava neanche a trovare la madre che abita fuori Roma… meno di 30 km… in quegli anni lo vedevamo più noi che i suoi genitori…
ad un certo punto anche noi siamo andati via da quella casa e non abbiamo più visto questo cugino, se non nelle occasioni in cui decideva di andare a trovare la madre e allora tutti i parenti approfittavano per andare a trovare il figlio che tornava a casa… ovviamente lui non andava a trovare nessuno, anzi, dopo mezza giornata riprendeva borse e borsette e via di nuovo verso il nord!
dico… Firenze dista da Roma 300 km, non 30000… ma quanto cazzo ci vuole a venire a trovare tua madre e tuo padre un paio di volte l’anno? no?
anche ieri questo mio cugino è arrivato mentre in chiesa la cerimonia di rinnovamento delle promesse nuziali era già iniziata da un pezzetto ed è andato via dopo aver mangiato e avuta la sensazione di aver esaurito abbondantemente la richiesta dell’esposizione della sua persona… complessivamente si è trattenuto per circa quattro ore. non so se tornerà per la fine dell’anno, non credo e ne dubito fortemente, quindi non ha passato il Natale con la sua famiglia, ha dato quattro ore della sua vita per i cinquanta anni di matrimonio e quasi sicuramente non passerà la notte di San Silvestro con loro…
io non lo vedevo da venti anni, veri, non per modo di dire e come me anche la grande maggioranza del resto dei parenti.
ho sentito tutti leggermente infastiditi su questa questione e in realtà anche i fratelli stessi, mentre lo salutavano o mentre facevano delle foto di rito, non sembravano molto benevolenti verso il loro fratello maggiore… magari questo tasto della sua non presenza viene toccato spesso tra di loro, boh?!
non lo so, non voglio entrare troppo nella testa e nella vita delle persone, ognuno sa cosa succede nella propria vita e ha i propri motivi per portare avanti le sue scelte, ma il comportamento di questo mio cugino non mi piace e credo che dovrebbe darsi un po’ di più nei confronti di chi gli ha permesso di essere quello che è oggi, possibile che sia così… stronzo? o è possibile che i motivi della sua lontananza siano altri?
quasi quasi cerco di trovare un suo indirizzo e gli scrivo per chiederglielo…
Tanti auguri per un felice Natale a chiunque passerà di qui in questa giornata!
Signor Presidente,
Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi più stretti collaboratori:”perché mi odiano?”
Io sono un signor nessuno, uno dei sessanta milioni di italiani senza volto e senza nome, buoni solo per comparire come unità statistiche nelle rilevazioni demografiche. Comunque, visto che lei ha fatto una domanda, per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle. Io sono tra quelli che la odiano, nel senso che non la amano.
Intendiamoci: trovo l’odio un sentimento disdicevole. Ho ricevuto un’educazione cristiana, sebbene l’abbia rinnegata; però certi valori mi sono rimasti dentro. Nella mia vita ho cercato di essere sempre dalla parte dei deboli e di trovare mille attenuanti per chi ha sbagliato. Eppure nei suoi confronti provo un “non amore” irrefrenabile.
Stia tranquillo: sono un uomo di pace: faccio fatica anche ad ammazzare le mosche; perciò il mio odio non si tradurrà in altro che in un desolato isolamento. Scuoto la testa e da lei traggo insegnamento, per me e per i miei figli, di quanto non sia esempio da imitare.
Lei non conosce me, ma io conosco lei, dai tempi in cui ella era un oscuro costruttore edile quando, sindaco Carlo Sangalli (ora Presidente della Camera di Commercio di Milano) fondò l’Edilnord e iniziò a costruire a Brugherio. Ricordo le sue liti con la civica amministrazione di quella città per gli abusi edilizi e come, già allora, avesse il vezzo di ottenere con la prepotenza quello che non avrebbe potuto ottenere secondo la legge. Poi l’ho seguita nella sua avventura con Telealtomilanese e ancora con l’avvio delle Sue reti televisive. Ricordo la legge Mammì, ricordo Craxi (che ho conosciuto di persona) e gli indebiti favori che ella ha ricevuto e ricambiato con sostanziose tangenti.
La conosco, Signor Presidente: abito a cento metri in linea d’aria dagli studi di Mediaset ed a un Chilometro da Milano Due, che ella ha costruito. Non parlo per “sentito dire” ma perché ho testimonianza diretta di quello che Ella è.
Devo dire che la Sua, non fosse una figura moralmente indecente, sarebbe da ammirare per la genialità: non ha sbagliato nulla. E’ partito con una piccola impresa, a debiti e con finanziamenti di cui lei non ha mai bene rendicontato ed ha costruito un impero, con fredda logica e con assoluta lungimiranza. Lei dice che è entrato in politica nel 1994; non è vero. Lei ha preparato il terreno molto, molto prima. Lo ha fatto comprando il Milan, con le sue televisioni.
Più che merci lei ha comprato coscienze. Lei ha compreso molto bene cosa sia il marketing e quali siano le tecniche di vendita. Non fa mai nulla che non abbia un riscontro positivo nei sondaggi.
Per lei non ha valore morale quello che fa: ella non è il “Principe”; ha un disegno preciso, che coincide col suo interesse personale. Però ha capito molto bene che, per avere consenso, deve azionare delle “leve”, che corrispondono ai processi di immedesimazione di emulazione.
Lei ha trasformato un perdente in un vincitore, un debole in un forte, un povero in un ricco; e questo è il suo autentico miracolo. Tutto nella finzione, ovviamente.
Però, e anche questo è un Suo “merito”. Lei ha saputo rendere labile il confine tra realtà e finzione. Lei è “nudo”, come quel famoso Re; eppure lo stuolo di cortigiani e di folle osannanti che la seguono sono pronti a giurare che ella sia bello, invincibile, munifico.
Dal Principe di Machiavelli ha sicuramente imparato una cosa: il fine giustifica i mezzi; ecco perché non è mai andato per il sottile. Per lei lo Stato è un’azienda, la cultura un optional, la povertà un “inconveniente” come arditamente l’ha definita.
Lei ha capito bene, come il Mefistofele che “la moneta cattiva scaccia quella buona” e, più ancora, che se getta a terra una manciata di monete la gente si accapiglierà per raccoglierle.
Lei, da perfetto populista si appella al popolo perché ratifichi le sue scelte. Ma cos’è il popolo, chi è il popolo? E’ forse un monolite che, unum corde, prende decisioni all’unisono? No, lei lo sa benissimo, perché è contornato da statistici, che il popolo non esiste se non come somma di tante unità che compongono l’insieme.
Lei sa che si compone e si scompone in continuazione e perciò ha bisogno di suggestioni in cui riconoscersi. Il popolo è:
* quello che pochi giorni prima gridava ” Osanna al figlio di David” e , poco dopo urlava a Pilato: “Libera Barabba”.
* quello che sotto il balcone di Palazzo Venezia urlava in delirio per il Duce che annunciava la dichiarazione di guerra alla Francia e poi, dopo vent’anni sputacchiava il cadavere del duce nella polvere, prima che fosse appeso a un distributore di benzina.
* quello che al nord odia i “terroni” e al sud odia i “polentoni”;
* quello che si divide negli stadi, che si divide su tutto, che perde le staffe quando è in coda, quello che cerca di non pagare le tasse e, potendo, porta i denari all’estero.
Lei ha saputo trarre il peggio da questo popolo e ha fatto leva sui suoi peggiori istinti. Ha contribuito grandemente ad affossare la nostra cultura a fare di questo paese, una volta perla della civiltà, patria della pittura, della scultura, della musica, un paese a rimorchio della peggiore cultura altrui.
Le soap opera, i programmi violenti e dozzinali che le sue televisioni somministrano al popolo, hanno contribuito grandemente a distruggere quel patrimonio di saperi che hanno fatto dell’Italia uno dei paesi più ammirati nella storia della civiltà.
*Lei ci ha lasciato il cafonal, l’idea che bisogna a tutti costi primeggiare, essere vincenti.
*Ha convinto i poveri e gli stolti che la fortuna può “baciare tutti” e che i cieli siano sempre azzurri: basta solo essere ottimisti.
* Ha definito la politica un teatrino, cancellando, con questo giudizio, secoli di civiltà ereditati dall’ellenismo, dal continuo interrogarsi dell’uomo sulla società, sui suoi poteri e limiti in rapporto ai diritti dell’individuo.
* Si è preso burla della civiltà giuridica, ha definito i giudici “persone mentalmente disturbate”. Ha spiegato a milioni di italiani che è meglio “avere” che “essere”.
* Ha insegnato che non serve rispettare le regole; anzi: se queste non corrispondono ai tuoi personali disegni fai in modo di cambiarle.
* La Casa di tutti l’ha trasformata nella casa dei vincitori, a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo, anche quello della indecenza.
* Ha insegnato agli italiani che la corruzione, il rampantismo, lo sgomitare per farsi largo sono la via giusta per affermarsi e che il diritto e la ragione sono solo armi per i deboli. Vae victis.
Ecco perché non la amo signor Presidente, perché lei è l’opposto di tutti quei valori in cui credo, che sono l’onestà, la sussidiarietà, la solidarietà, l’altruismo, la compassione, la valorizzazione dei saperi, delle bellezze naturali e artistiche di questo grande e meraviglioso paese. Non credo nel demonio Signor Presidente, ma se esistesse avrebbe il suo volto.
Detto questo provo pena per lei che è stato colpito nel fisico da un atto sconsiderato.
Io, da perfetta nullità, ho solo un’arma per poterLa colpire: il voto.
Purtroppo subirò il suo potere, indifeso come sono d’innanzi alla sua forza devastatrice. Ma me lo consenta: di quello che lei fa, non c’è nulla di fatto in nome mio.
Con disistima
Lettera firmata
inoltre se fosse stato in carcere non gli sarebbe successo nulla.
per riprendere il discorso di ieri vorrei chiarire meglio il mio punto di vista su quanto accaduto.
non giudico a questo punto berlsuconi, ma un uomo qualunque, magari in vista, magari famoso certo, ma un uomo che subisce un’aggressione a tradimento, senza possibilità di difesa.
non sto facendo il buonista in vista del Natale, questa cosa poteva succedere anche a luglio e sarebbe stata uguale la mia reazione… proprio quando la stessa cosa (più o meno) è successa a me…
questa estate, a fine luglio… mi sembra fosse il 20, a seguito di una banale discussione stradale come ce ne sono a migliaia tutti i giorni a Roma, mi sono ritrovato in moto a correre dietro ad un ragazzo in scooter che mi ha portato praticamente sotto casa sua… sì, lo so, ci sono cascato come un pollo, ma non è questo il punto.
sceso dalla moto non ho fatto in tempo ad avvicinarmi al tizio con cui stavo litigando che da dietro mi è arrivato un colpo fortissimo alla testa, mi sono girato ed un amico del tizio si era aggiunto alla discussione, ovviamente non invitato da me…
mi sono ritrovato quindi con due persone che mi spingevano contro la mia moto fino a farmi cadere in terra e quando ho cercato di rialzarmi ho preso un altro colpo alla testa che mi ha fatto perdere completamente l’orientamento. non ho perso i sensi, ma da quel momento non sono più riuscito a reagire, solo ho cercato di limitare i danni chiudendomi su me stesso per quanto possibile.
per quanti colpi mi arrivavano ad un certo punto non ho capito più se le persone che mi stavano massacrando di botte fossero due o se fossero anche aumentate, la confusione era troppa.
quando alla fine si sono stancati o sono riusciti a staccarmi da dosso le persone che mi stavano picchiando sono stato invitato ad andare via e di corsa per evitare altre botte… il tutto mentre avevo dei giramenti di testa terribili… e non solo…
come premio ho portato via varie escoriazioni sulla faccia, sulle braccia e sulle gambe, un paio di denti spaccati, scheggiati e un’altra frattura al naso che va ad aggiungersi alle tre precedenti, poca cosa in fondo, no?
ah, dimenticavo, il tutto è successo perché avevo fatto notare al tizio (che guidava lo scooter mentre telefonava) che non aveva fatto attraversare un signore anziano sulle strisce pedonali… certo, sono magari un rompicoglioni, ma avevo ragione… fondamentalmente…
sono passati cinque mesi e non passa giorno in cui io non ripensi a quanto mi è successo. i sentimenti che si alternano in me vanno dalla rabbia, alla frustrazione, alla tristezza fino alla paura, sì, la paura; la paura di poter essere perfino ucciso di botte, per una stronzata, e di aver privato una famiglia del proprio padre e marito, un uomo di neanche 40 anni che non torna a casa per una banale lite stradale, può succedere no? succede tutti i giorni, magari in forma diversa, ma sono molte le persone che non tornano a casa per una cazzata.
inutile dire che da quel giorno mi faccio molto di più i fatti miei e faccio finta di non vedere tante cose… ho imparato la lezione, qualcuno potrebbe dirmi, qualcuno figlio di questi tempi, io sono figlio di altri giorni ed ho una visione a volte romantica di alcune cose… non cambierò, non credo…
torno a quanto successo in piazza del duomo l’altro giorno e continuo a pensare che non è giusto, non è così che si risolve il problema berlsuconi.
lo odio, sì, lo ammetto, ogni volta che lo vedo, in foto, in televisione, ogni volta che sento la sua voce mi si stringe lo stomaco, mi dispiace, non faccio parte della schiera di persone che crede in quello che dice. sono convinto che sia colpevole di tutto quello per cui viene accusato e per cui non si riesce a farlo processare. credo che sia un bene toglierlo dal governo così che smetta di farsi fare leggi ad personam e prima che riesca davvero a cambiare la Costituzione, però non credo assolutamente che il metodo per impedire a berlsuconi di governare il nostro Paese sia di ucciderlo altrimenti, ripeto, diventiamo come lui e io non voglio in nessun modo assomigliare ad uno così.
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