Monthly Archive for marzo, 2009

il lavoro nobilita!

dopo due giorni di apnea lavorativa trovo due minuti da dedicare a questo povero blog.

sono stato riallocato su un nuovo progetto e mi ritrovo a studiare il funzionamento del nuovo prodotto con cui sto per iniziare a lavorare e, siccome il tempo è poco (questo tempo è sempre poco, ma come si spiega?!) non riesco ad alzare lo sguardo dal monitor… anche perché i responsabili girano come falchi e se ti trovano a gironzolare sulla rete per cazzeggio non la prendono molto bene… o almeno così sembra… ma tu guarda questi che pretendono che tu ti metta a lavorare sul serio durante l’orario di lavoro, ma che pretese!

scherzi a parte, ho veramente poco tempo da dedicare al tempo libero e arrivo a casa svuotato e stanco, però sono molto stimolato da questa nuova situazione lavorativa che spero mi darà maggiori soddisfazioni di quella precedente e poi, tra qualche giorno, quando avrò preso una tranquillità maggiore magari cercherò di riavere anche una vita più o meno normale dal punto di vista virtuale… mi sono capito? :D

ridi che ti passa, o era canta?

sono otto i motivi per cui si ride…

molti di più quelli per non ridere…

quelle honte, monsieur Chabal!

Chabal, ancora in smoking (per il Terzo Tempo, ndr) come tutti gli altri, ma descritto da chi era presente in totale stato d’ebbrezza, ha cominciato a fare apprezzamenti e commenti su una ragazza, senza sapere che era la fidanzata di Castrogiovanni. All’invito dell’oriundo azzurro a lasciar perdere, ha risposto colpendolo.

da Repubblica.it

che tristezza, che amarezza, va bene che ti chiamano Orco o Cavernicolo, ma poi mica è detto che devi comportarti davvero in maniera da farti identificare nei tuoi soprannomi… ché poi chi non conosce il rugby e vuole denigrarlo ci mette un attimo a sfruttare queste notiziole, non diamogli l’occasione.

che poi, detto tra noi, io al posto del buon Martín sarei venuto a prenderti lucido per chiarirla questa situazione, non so se lui lo farà… spero di sì…

e meno male che doveva arrivare ultima!

l’Irlanda vince il 6 Nazioni 2009 e lo fa in maniera autoritaria concludendo con un totale di cinque vittorie su cinque partite che significano Grande Slam e, di conseguenza, avendo battuto anche il Galles in quest’ultima giornata, si porta a casa anche la Triple Crown, il trofeo destinato alla squadra britannica che, nel corso dello stesso torneo, batte le altre tre squadre del Regno Unito.

apro una parentesi su questi trofei collaterali che si assegnano all’interno dello svolgimento del 6 Nazioni, credo che non succeda in nessuna altra occasione, trofei dalla storia ultracententenaria che magari si disputano solo due squadre ogni anno, come nel caso della Calcutta Cup, trofeo che si contendono Inghilterra e Scozia dal 1879 o il quasi neonato Trofeo Giuseppe Garibaldi che Italia e Francia si contendono dal 2007 e che, finora, è stato di esclusivo appannaggio della squadra transalpina.
credo insomma che questi obiettivi secondari diano ulteriore importanza al torneo principale sottolineandone allo stesso tempo le tradizioni storiche e il peso storico di quello che è il trofeo sportivo più antico del mondo.

tornando all’Irlanda è bello vedere come i verdi britannici abbiano sovvertito tutti i pronostici che all’inizio del torneo li vedevano quasi come fanalino di coda della classifica finale… ovviamente dico quasi perché l’ultimo posto dell’Italia era fuori discussione, almeno secondo me…
si pensava che la nazionale irlandese fosse ormai arrivata alla fine del suo ciclo vitale vista anche l’età media dei suoi componenti registrata come la più alta tra le squadre partecipanti ed invece Brian O’Driscoll e compagni portano l’Irlanda a rivincere il 6 Nazioni dopo quasi un quarto di secolo (ultima vittoria nel 1985) e bissando l’unico Grande Slam della Nazionale del trifoglio vecchio di oltre sessanta anni (1948)… complimenti a chi fa i pronostici, speriamo non ci abbia investito troppi soldi!

qui ormai l’unico pronostico quasi certo che si può fare riguarda solo l’ultimo posto dell’Italia, quello non ce lo toglie praticamente nessuno (7 volte su 10 partecipazioni!).

cvd

8 noi 50 per loro… cucchiaio di legno e whitewash per noi… evviva… e la gente fa la ola… e io mi mangio il fegato… dal 2000… e tutto quello che c’è intorno al fegato…

poropo… poropo… poropoppopoppoppo non si canta!

oggi ultima giornata del 6 Nazioni 2009, la nostra Nazionale va incontro al suo ennesimo cucchiaio di legno che quest’anno può tranquillamente trasformarsi in whitewash, ne abbiamo già parlato

però noi saremo lo stesso al Flaminio ad incitare la squadra fino al fischio finale, con la stessa intensità con cui cantiamo l’Inno… oddio, in realtà no, durante l’inno sembriamo davvero tutti italiani e tutti fratelli che ci credono davvero al di là dell’evento sportivo; quando si arriva al ‘sì!‘ finale sembra che lo stadio stia venendo giù e io, non lo nascondo, ho sempre una lacrimuccia che scende giù, insieme allo stadio… nella realtà di tutti i giorni poi, invece, sappiamo benissimo che le cose non stanno così e non gliene frega niente a nessuno della famosa unità d’Italia.

nel corso degli anni ho molto rivalutato il nostro Inno, da piccolo non mi piaceva molto e mi sembrava una canzoncina rispetto a tanti altri inni, poi, mentre passavano gli anni, ho iniziato ad apprezzarlo sempre di più fino a rivalutarlo completamente e metterlo sopra a tanti altri molto sopravvalutati, secondo me.
Ad ogni modo l’Inno Russo non si batte! :D

L’Inno

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

ps ma qualcuno conosce Michele Novaro?

pps a proposito di Francia: la Marsigliese è una canzoncina da stadio non un Inno, piantatela di dire che è bello! :P

19 marzo, festa del papà

giorno particolare per me.

anche se generalmente non si ricordano neanche di farmi gli auguri, ho tre splendidi figli che mi ricordano di essere un padre e, dalle loro manifestazioni di affetto, capisco anche di essere un buon padre… almeno a volte… o forse mi illudo di esserlo… o forse anche i miei figli evitano di dirmi delle cose come io ho sempre fatto con mio padre, ma io, a differenza loro, non sono mai stato troppo espansivo con lui e non gli ho mai dimostrato un affetto che non avevo… aiutato anche dal fatto che lui non ha mai fatto un passo in avanti o niente per dimostarmi il suo di affetto e così non è facile per un figlio, specialmente quando poi diventa adolescente, musone e un po’ chiuso.

poi gli anni passano, le distanze si allungano, gli interessi non combaciano, si va via di casa, ci si perde per strada…

mah… che dire, speriamo che al ritorno a casa riesca a trovare qualcuno che si ricordi di farmi gli auguri… l’età dei lavoretti scolastici ormai è bella che passata e quindi non mi aspetto regali! :P

da parte mia, io, come al solito, non chiamerò mio padre per fargli gli auguri e perderò un’altra occasione per dirgli che gli voglio bene… non so neanche se è vero, so solo che gli anni passano e comincio ad avere la sensazione che rimpiangerò amaramente questi anni di assenza voluti da due uomini incapaci di abbattere i muri della vergogna e dell’orgoglio…

ps auguri a tutti i Giuseppe!

consigli culinari

non se ne trova traccia sull’intera rete e non ne ho mai sentito parlare da nessuno, anzi, quando lo dico a qualcuno mi guarda male e non si fida… eppure basta pochissimo, qualcuno l’ho anche convinto e ancora mi ringrazia per il consiglio, roba da salvare la vita!
vabbè, non esageriamo… comunque, avete presente quando vi prende quella voglia di farvi una scorpacciata di peperoni e desistete perché immediatamente pensate al dopo, a quando poi i bastardi inizieranno a riproporsi rinfacciarsi procurandovi svariati fastidi che ben conosciamo?
preparatevi ad entrare nel paradiso dei mangiatori di peperoni felici, da oggi tutto sarà più facile e grazie ad un semplicissimo accorgimento:
basta togliere al peperone, mentre lo state pulendo e preparando per la cottura, quel peletto nero che si trova sotto il peperone stesso e poi… basta, tutto qui!
non ci credete eh? troppo poco… no, ve lo assicuro, basta solo questo, provatelo e fatemi sapere, io sto qui ;)

ps per l’aglio qualche informazione in più si trova, in ogni caso anche qui renderlo più leggero è lavoro da poco:
tagliate lo spicchio a metà e toglietegli l’anima… che vuol dire qual è l’anima? ma davvero devo dirvi tutto?! è quella parte al centro dello spicchio che quasi si toglie da sola, non si può sbagliare!

buon appetito!

credits: sentitamente ringrazio mia suocera per avermi aperto gli occhi con la rivelazione di questi segreti di vita vissuta che, di solito, si tende a portarsi dietro nella tomba senza rivelarli ad anima viva… visto come sono buono?

è normale…

inquietudine
senso di smarrimento
voglia di andare via
nessuna voglia di fare…
smania di cambiamento
crisi
lavoro… non va
cambiare, forse… forse, sì…
andare, ma dove?
tornare, da dove? da chi? perché?
confusione? abbastanza, grazie.
è normale… dice… sì, ma chi lo dice?
sconvolgimento totale, no, non è normale
troppo
insostenibile
tristezza
stanchezza
vuoto
allungo la mano a chi tende la mano…
sono qui!

adotta una madre

adotta una madre

aiuterai una donna del terzo mondo a partorire senza rischi e suo figlio a non crescere senza di lei.

in Italia, quando una donna aspetta un bambino, può contare su una rete di  strutture sanitarie, laboratori diagnostici, servizi ostetrici di emergenza. nei paesi in via di sviluppo solo la metà dei parti è assistita da personale specializzato, moltissime donne non fanno alcuna visita prenatale e spesso l’ospedale non è attrezzato per un’emergenza.

con 20 euro al mese per un anno puoi assicurare ad una donna del terzo mondo le cure prima, durante e dopo il parto.

e salvarle la vita…

AIDOS
Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo
c/c postale n. 76622000
intestato a AIDOS, via dei giubbonari, 30 – 00186 – Roma
o con versamento con carta di credito tramite il sito www.aidos.it

ps sul sito dell’aidos si possono trovare anche altre iniziative a cui dare un’occhiata, ne vale la pena…