dopo l’articolo dell’altro giorno vorrei tornare sull’argomento ola, anche perché un amico in particolare mi ha detto che dovrei sciogliermi un pochino, prenderla con più spirito…
forse dovrei… potrei? no, dico di no…
il fenomeno rugby è cresciuto molto negli ultimi anni nel nostro paese e, ormai, è diventato cool avere i biglietti (pochi!) per lo stadio, è da raccontare alle amiche sotto il casco del parrucchiere… poco importa se poi di questo sport e della cultura che lo circonda non se ne capisce una beata mazza!
il risultato è che ci si ritrova circondati da gente che non capisce quello che vede sul campo e, magari vergognandosi di questo… o forse perché non gliene frega niente neanche di chiedere delucidazioni, finiscono per annoiarsi e cercare rimedio in altre soluzioni… e da qui parte l’irrefernabile desiderio di far decollare la ola… poco importa se questa disgraziata ola va ad infrangersi prepotentemente contro il mio scroto e quello di molti altri che la pensano come me! al cafone neotifosorugbista poco importa, di me e di quello che succede al campo e tantomeno ha voglia di imparare cosa succede in campo, l’importante è poter dire di esserci stati, poi alla fine si legge il risultato sul tabellone e si va a casa, il giorno dopo al lavoro è quasi facile poter raccontare ai colleghi le emozioni provate e, soprattutto, di essere stati capaci di far partire la ola… eroi dell’Italia che si stringe a coorte, pronti alla morte tramite ola ripetuta e reiterata!
quindi la risposta finale al quesito è NO! no, non posso proprio sciogliermi né prenderla con spirito, no, davvero no, perché io questo sport, questo modo di vivere, di essere, lo vivo da quando ero un giovane preadolescente, conosco le sue regole e i suoi valori e cerco di portarli dietro di me nel corso dell’intera giornata, di trasmetterli ai miei figli, di farli vedere a chi mi capita vicino. vado allo stadio a vedere la partita sapendo i valori delle squadre in campo, magari anche preparato alla sconfitta, non mi risparmio l’applauso alla bella azione dell’avversario, così come sono pronto a stringere la mano al tifoso avversario seduto sul sedile vicino al mio, ma sono comunque un tifoso e tifo per la mia squadra, scusate la tautologia, ma questo è… e quando la mia squadra, per anni, perde contro le più blasonate squadre britanniche o la Francia, l’Argentina, Australia, Sud Africa, Nuova Zelanda e io mi consolo pensando a quanto siano più forti di noi, quando poi piano piano iniziamo a guadagnare rispetto da queste squadre facendogli vedere che stiamo imparando anche noi… e quando poi, improvvisamente, ti ritrovi a perdere in maniera indegna, come se all’improvviso si fossero cancellati dieci anni di progressi e tu, tifoso dell’ultimo minuto vuoi farmi festeggiare lo stesso anche se la mia squadra sta per perdere una partita che finirà 9 a 38 per l’Irlanda allora no, io mi incazzo e non mi sciolgo, non la prendo con spirito, sarò sportivo fino alla fine, sì, riconoscendo la forza dell’avversario e quanto bene abbia giocato, ma non potrò fare la ola, fatela voi e raccontatela ai colleghi il giorno dopo senza pensare che quello strano possa essere io, grazie.
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