Monthly Archive for febbraio, 2009

Sifilide

la sifilide è una malattia infettiva a prevalente trasmissione sessuale. ha un decorso molto lungo, anche di decenni, che debilita gravemente l’organismo e può portarlo alla morte.

l’ipotesi più accreditata sulla sua origine è che la malattia sarebbe stata importata in Europa dagli uomini di Cristoforo Colombo al ritorno dalle Indie

la sua presenza fu accertata per a prima volta a Napoli nel 1495 durante l’occupazione francese di Carlo VIII, per questo fu chiamata mal francese o morbo gallico… ma, per le stesse ragioni, in Francia fu chiamata male napoletano!

Has Italy’s Left Found its Own Obama?

La sinistra italiana ha trovato il suo Obama?

questo il titolo, in italiano, di un articolo apparso sul Time la settimana scorsa e, visto che sui nostri mezzi di informazione non se ne parla, vorrei riproporvi la traduzione dell’articolo trovata, come al solito, su ItaliaDall’Estero.info:

Gli italiani di solito non sono abituati a fare la fila. Durante la visita settimanale in banca o alle poste può aiutare avere gomiti appuntiti e la consapevolezza di ciò che ti è dovuto. Salire su un autobus o un treno può dare la sensazione di essere impacchettati nella mischia di una partita di rugby. Ma quando si presentano quei momenti importanti della vita – un avanzamento di carriera, un’idea commerciale da lanciare, o andare finalmente via da casa dei genitori – l’Italia è afflitta da un problematico surplus di pazienza.

In nessun luogo è più vero che nella politica, dove, a causa della gerontocrazia italiana e delle regole non scritte dei partiti, i giovani vengono coinvolti con la falsa promessa che se aspettano qualche anno arriverà anche il loro turno. Ma non appena finalmente ce l’hanno fatta, quelli che una volta erano aspiranti (ed ispirati) leader hanno ormai perso il loro carisma e dimenticato le idee innovative che avevano un tempo.

Ciò di cui la politica italiana ha disperatamente bisogno è di qualcuno che salti la fila, e forse l’ha trovato. Il 16 febbraio Matteo Renzi, 34 anni, ha battuto due figure istituzionali del Partito Democratico nelle primarie, posizionandosi in testa nella corsa a sindaco di Firenze. E’ la seconda volta che Renzi è riuscito a spingersi in prima linea. Cinque anni fa, quando aveva appena 29 anni, sconfisse alcuni rivali con molta esperienza ottenendo l’incarico di presidente della provincia di Firenze, un ruolo in qualche modo meno influente che, nondimeno, è normalmente prerogativa di uomini canuti.

L’ascesa di Renzi arriva in un momento difficile per il Partito Democratico, la principale opposizione di centro-sinistra al governo di coalizione di centro-destra del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. A livello nazionale, il partito è totalmente a gambe all’aria, impantanato in meschine battaglie personali e incapace di abbandonare i residui di vecchie classificazioni e ideologie. Questa settimana il capo del Partito Democratico Walter Veltroni ha rassegnato le dimissioni dopo che il deputato del partito in Sardegna è stato sconfitto nelle elezioni regionali dal candidato scelto da Berlusconi. Dopo le dimissioni di Veltroni, Berlusconi ha commentato ironicamente che “sta cominciando ad abituarsi a non avere un’opposizione”.

Renzi rappresenta l’occasione di un cambiamento per il Partito Democratico. Le elezioni comunali di Firenze saranno a giugno e si aspetta di conquistare facilmente la città, già orientata a sinistra. “Se diventasse sindaco di Firenze, diventerebbe la speranza”, afferma un membro dell’opposizione a Roma. “Allora la gente comincerebbe a parlare dell’Obama italiano; comincerebbe a dire ‘Ecco il futuro della politica italiana’”.

Figlio di un piccolo commerciante toscano, Renzi ha concentrato i suoi sforzi nel rendere il governo provinciale più efficiente sul versante dei servizi. In particolare, ha migliorato le strutture scolastiche di Firenze, aumentato la raccolta differenziata, e sembra avere una soluzione per risolvere il problema degli straripamenti del fiume Arno.

Cattolico praticante, Renzi afferma che non permetterà al Vaticano di guidare la sua politica. Durante le primarie ha fatto una campagna elettorale tra la gente usando internet, Facebook e altri strumenti attinti dalla vittoriosa campagna elettorale di Obama. “Sono un politico”, afferma. “Non faccio miracoli. Ho solo tentato di far funzionare meglio l’amministrazione, ogni singolo giorno”.

Talvolta chiassoso e, sì, ancora con la faccia un po’ da bambino, Renzi è apparso per la prima volta su Time tre anni fa quando ho analizzato il devastante scarto generazionale italiano prima del voto che opponeva Romano Prodi a Berlusconi, due candidati che allora si avvicinavano ai 70 anni. L’abbiamo ripescato la scorsa estate quando Renzi osservava l’improbabile storia di Barack Obama e si preparava a sconfiggere i capi del partito a Firenze e a Roma con la sua candidatura a sindaco. “Tutti mi dicevano di stare calmo, che la mossa giusta era di candidarmi per un altro mandato alla Provincia,” dice Renzi . “Dissi ‘No, grazie. Mi candido sindaco’”. Un leader locale del suo partito in Toscana gli aveva anche detto esplicitamente: “Rispetta la fila, amico, aspetta il tuo turno. Gli ho risposto ‘No. Infatti la salto!’”

Questo week-end, all’alba delle dimissioni di Veltroni, i leader democratici si riuniranno a Roma per discutere del futuro. Il partito non ha una vera strategia da contrapporre a Berlusconi, e nessuna vera nuova idea per aggiustare l’Italia. Forse è arrivato il momento di pensare l’impensabile e sperare che Renzi salti di nuovo la fila.

Articolo originale di Jeff Israely

umore sbagliato…

lo so, non deve per forza essere una cosa negativa, si entra e si esce dai progetti e un cambiamento può essere solo positivo, almeno nella maggior parte dei casi… ma allora perché mi sento così triste e con un buco allo stomaco poco sopportabile?

Cucina e tradizione

l’haggis è un piatto tipico scozzese a base di interiora di pecora, cipolle e fiocchi di avena cotti nello stomaco della stessa malcapitata pecora dopo un procedimento iniziale di cottura e lavorazione dei vari pezzi di carne mescolati al resto degli ingredienti… forse da stomaci forti, ma da provare assolutamente! niente che un buon bicchiere di scotch non possa far digerire :D

questo piatto è tradizionalmente servito ogni anno durante il Burns Supper, una cena organizzata in onore del poeta Robert Burns, nato e celebrato il 25 gennaio, oppure nel giorno di St. Andrews, il 30 novembre, e accompagnato da purè di patate e/o di rape

circa un mese fa sul guardian è stato pubblicato un servizio fotografico per realizzare comodamente in casa nostra questa specialità e io ve la ripropongo, buon lavoro e buon appetito!

cliccate sull’immagine per accedere all’articolo originale:

ps grazie a Giorgia per lo spunto ;)

Nucleare? No, grazie!

mi ricordo questo slogan che imperversava in Italia in varie forme e disegni su giornali, manifesti, adesivi e chi più ne ha più ne metta più di venti anni fa, dopo la tragedia di Černobyl’ e prima dei referendum abrogativi del 1987 dai quali uscì fuori la ferma richiesta da parte degli italiani, in maniera quasi totalitaria, di chiudere le centrali nucleari in Italia…

ora, quello che mi gira per la testa non è il solito pensiero negativo nei confronti di berlsuconi (già sapete…), no, quello che vorrei dire è che magari nel corso del tempo le cose cambiano, nel giro di venti anni nel nostro paese sono nate, cresciute e morte chissà quante persone, sono cambiati gli aventi diritto di voto, allora magari, cazzo, prima di decidere e firmare un accordo come se niente fosse nonostante la volontà contraria del popolo, almeno facciamo un altro referendum e vediamo se la gente possa aver cambiato idea…

come dite? ah, dite che è inutile fare un referendum perché tanto l’esito è scontato e comunque silvio già lo sapeva e ha agito di conseguenza? non ci avevo pensato, scusate…

Proviamo…

Proviamo… questo era il titolo del mio primo post su un blog datato novembre 2005, questo il testo:

Le idee non sono molto chiare… ho voglia di avere un mio angolo dove riporre i pensieri che a volte… a volte, passano nella mia testa, però c’è molta confusione e quello che ne deriva è che non ci sarà un andamento regolare e comprensibile a tutti, abbiate pazienza! ;-)

per carità, non stiamo parlando chissà di quanti anni passati da allora né di nessuna tradizione stilistica o storica, ma questi sono i ‘veri’ Pensieri Fragili, i primi e gli originali…  - eventualmente aspetto smentite - poi ci sono varie copie e imitazioni che girano per la rete…

insomma, siate INcauti, se volete, ma diffidate dalle imitazioni…

E dirò:

- Pensieri Fragili, l’originale, dal 2005.

Lutto in casa Clinton: muore il first cat più amato d’America

E’ morto Socks, il gatto bianco e nero che al fianco della famiglia Clinton era diventato il “first cat” più amato d’America. Con il suo arrivo alla Casa Bianca aveva rivoluzionato la tradizione presidenziale canina e ora si è spento, da tempo malato, ad un’età di circa 18 anni. “Socks ci ha offerto molta felicità negli anni, a Chelase a Chelsea e a noi, e gioia ai bambini e agli amanti dei gatti ovunque. Gli siamo grati per questi ricordi”, hanno dichiarato i Clinton, Bill e Hillary, in un comunicato diffuso per annunciare la notizia.

da Repubblica.it

Estiqaatsi!

Estiqaatsi, grande capo indiano della tribu’ Cherokee Shalakke, medico, sciamano, filosofo, pensatore e figlio del Grande Capo Sequoyah dice che è molto dispiaciuto per morte di povero felino, ma che forse meglio che ora andato dopo tanta sofferenza…

Luca era gay

tutte ’ste polemiche per un pezzo che non ha né capo né coda né nessuno spessore culturale e/o morale nel testo?

ma per carità…

PS aggiungo per correttezza che però non m’è sembrato neanche offensivo nei confronti di qualcuno.

è stupido, ormai è ufficiale!

speriamo che qualcuno decida prima o poi di far scendere anche lui da un aereo nello stesso modo in cui lo facevano coi desaparecidos per fargli gustare una bella giornata… soprattutto per noi lo sarebbe!

mamma mia che amarezza…

ola? no grazie…

dopo l’articolo dell’altro giorno vorrei tornare sull’argomento ola, anche perché un amico in particolare mi ha detto che dovrei sciogliermi un pochino, prenderla con più spirito…

forse dovrei… potrei? no, dico di no…

il fenomeno rugby è cresciuto molto negli ultimi anni nel nostro paese e, ormai, è diventato cool avere i biglietti (pochi!) per lo stadio, è da raccontare alle amiche sotto il casco del parrucchiere… poco importa se poi di questo sport e della cultura che lo circonda non se ne capisce una beata mazza!

il risultato è che ci si ritrova circondati da gente che non capisce quello che vede sul campo e, magari vergognandosi di questo… o forse perché non gliene frega niente neanche di chiedere delucidazioni, finiscono per annoiarsi e cercare rimedio in altre soluzioni… e da qui parte l’irrefernabile desiderio di far decollare la ola… poco importa se questa disgraziata ola va ad infrangersi prepotentemente contro il mio scroto e quello di molti altri che la pensano come me! al cafone neotifosorugbista poco importa, di me e di quello che succede al campo e tantomeno ha voglia di imparare cosa succede in campo, l’importante è poter dire di esserci stati, poi alla fine si legge il risultato sul tabellone e si va a casa, il giorno dopo al lavoro è quasi facile poter raccontare ai colleghi le emozioni provate e, soprattutto, di essere stati capaci di far partire la ola… eroi dell’Italia che si stringe a coorte, pronti alla morte tramite ola ripetuta e reiterata!

quindi la risposta finale al quesito è NO! no, non posso proprio sciogliermi né prenderla con spirito, no, davvero no, perché io questo sport, questo modo di vivere, di essere, lo vivo da quando ero un giovane preadolescente, conosco le sue regole e i suoi valori e cerco di portarli dietro di me nel corso dell’intera giornata, di trasmetterli ai miei figli, di farli vedere a chi mi capita vicino. vado allo stadio a vedere la partita sapendo i valori delle squadre in campo, magari anche preparato alla sconfitta, non mi risparmio l’applauso alla bella azione dell’avversario, così come sono pronto a stringere la mano al tifoso avversario seduto sul sedile vicino al mio, ma sono comunque un tifoso e tifo per la mia squadra, scusate la tautologia, ma questo è… e quando la mia squadra, per anni, perde contro le più blasonate squadre britanniche o la Francia, l’Argentina, Australia, Sud Africa, Nuova Zelanda e io mi consolo pensando a quanto siano più forti di noi, quando poi piano piano iniziamo a guadagnare rispetto da queste squadre facendogli vedere che stiamo imparando anche noi… e quando poi, improvvisamente, ti ritrovi a perdere in maniera indegna, come se all’improvviso si fossero cancellati dieci anni di progressi e tu, tifoso dell’ultimo minuto vuoi farmi festeggiare lo stesso anche se la mia squadra sta per perdere una partita che finirà 9 a 38 per l’Irlanda allora no, io mi incazzo e non mi sciolgo, non la prendo con spirito, sarò sportivo fino alla fine, sì, riconoscendo la forza dell’avversario e quanto bene abbia giocato, ma non potrò fare la ola, fatela voi e raccontatela ai colleghi il giorno dopo senza pensare che quello strano possa essere io, grazie.