Monthly Archive for gennaio, 2009

Letteratura 2.0 [Margaret Mazzantini]

Non ti muovere

Storia di un padre che pur di raccontare alla figlia il tradimento da lui compiuto nei confronti della madre la obbliga a fermarsi in mezzo alla strada col motorino per poterla meglio investire e così, avendola poi costretta a letto, finalmente poter confessare a qualcuno di aver fatto sesso con un mostro.

Letteratura 2.0 [Peter Høeg]

Il senso di Smilla per l’anguilla

Smilla è una donna ribelle, scontrosa, indipendente. Costretta a trasferirsi in Danimarca non si ambienterà mai al marcio presente nel paese e svilupperà nel tempo una forte sensibilità verso il mondo dei teleostei facendoli diventare i suoi unici amici.
Sconsigliata la lettura ai minori di 16 anni.

Letteratura 2.0 [Isabel Allende]

La Casa degli Spiriti

Una grande saga familiare ambientata in Cile e incentrata su dei produttori abusivi di grappe e vinacce dalle ricette tramandate di generazione in generazione. Dagli inizi del ‘900 fino alla dittatura di Pinochet e all’inaccuratezza di alcuni elementi della famiglia che non sapranno portare avanti la tradizione familiare lasciando capo e coda nel distillato e uccidendo migliaia di persone innocenti.

Italia-Brasile

qualcuno ha accennato alla possibilità di non far giocare la nazionale italiana di calcio nell’incontro che la vedrebbe contrapposta a quella brasiliana il prossimo 10 di febbraio per protestare contro le recenti vicende del rifiuto di estradizione di Cesare Battisti rifugiatosi, appunto, in Brasile e lì, per ora, protetto da Lula…

pazzi! ci vuole ben altro che queste stronzate per fermare una partita di calcio in Italia, seppur amichevole… Italia-Brasile poi! poveri illusi, si può riuscire a mettere a capo del governo un delinquente che ci dissangui quotidianamente, ma non chiedeteci di non far giocare una partita di calcio amichevole, le voci di protesta per fare in modo che non succeda sono già partite, tranquilli, si gioca, si gioca…

Tu chiamale se vuoi, emozioni

non c’entra niente il celebre pezzo di Battisti, ma effettivamente quello che ho provato ieri sera sono state emozioni, vere e forti!

dopo circa quindici anni, quasi venti, mi sono ritrovato ad accettare l’invito di un amico per un tentativo di formazione di un gruppo… musicale ovviamente…

con questo mio amico ho condiviso quello che posso considerare il mio primo gruppo musicale, seppur ne fosse solo un embrione e molto confuso. eravamo in tre, due chitarre e un terzo amico che, per necessitàfavirtù, si mise a suonare la batteria per aiutarci… una batteria che per altro gli comprai io… che tempi! :D

sempre per necessitàfavirtù io passai a suonare il basso, per rendere il gruppo più vero, più pieno, ma poi cambiarono le strade e i componenti dei gruppi, sia per me che per gli altri e poi ancora fino a smettere nel corso degli anni costretto dagli eventi della vita… e ora rieccoci qui, quasi venti anni dopo a suonare di nuovo le canzoni dei Pink Floyd, a riscoprirle come fosse la prima volta, per me ancora di più, non costretto da nessuno strumento e nella posizione di godermi ancora di più la musica.

specifico per chiarezza che ho accettato di provare a fare questa cosa nella sola veste di cantante in quanto, attualmente, non potrei in nessun modo prepararmi adeguatamente le canzoni con uno strumento, nel mio caso la chitarra, ma che posso però cantarle come fossero mie tanto le ho ascoltate, vissute, assorbite e qualsiasi altro verbo possibile potrei aggiungere trattandosi dei Pink Floyd, la spiegazione al perché io sia diventato (a suo tempo ovviamente!) un musicista, i Pink Floyd!

e quindi pronti e via, brevissime presentazioni col batterista che non conoscevamo, il bassista è il fratello del mio amico chitarrista e lo conosco da quando aveva 5 anni, e poi partono le note di Comfortably Numb e cambia l’atmosfera… certo, c’è emozione, almeno da parte mia e del mio amico, c’è la mancanza di feeling con gli altri due, ci sono i livelli dei volumi dei vari strumenti ancora non adeguati, ma tutto si scioglie e si sistema nel giro di cinque minuti e poi le emozioni si susseguono… via a seguire con Breathe, Time, Shine On You Crazy Diamond, Another Brick In The Wall, Money… più di due ore di musica, sì signore! musica, magari non pulitissima, ma ottime basi su cui lavorare… poche chiacchiere e molta concretezza, sono decisamente soddisfatto :)

Una chitarra, cento illusioni, un solo addio…

64 anni e una lunga malattia, così se ne va Mino Reitano

non è mai stato uno dei miei cantautori preferiti, ma ho sempre ammirato il suo orgoglio nel portare in giro nel mondo il suo essere italiano, magari un po’ ignorante e semplice, non come lo avrebbero voluto tanti nostri connazionali, ma sempre orgoglioso e sorridente.

ricordo che fin da piccolo vedere questo personaggio non mi dava fastidio come tanti altri artisti non seguiti dalla mia generazione, ma la conferma della purezza di questo personaggio ho poi avuto la fortuna di sperimentarla personalmente.

ho cambiato lavoro da meno di tre anni, prima avevo passato una decina di anni nei trasporti cinematografici lavorando sui set di produzione della filmografia italiana e non. durante le riprese di un film, L’Ultimo Mundial (1999), Mino Reitano fu chiamato a recitare un piccolo cameo, doveva intonare il suo “Italia!” davanti ad un uomo in coma per cercare di farlo riprendere… ovviamente il film, anche se poco riuscito, era di stampo comico :D

insomma, Mino venne sul set con la sua macchina guidata dal suo autista personale, credo più per un discorso di mancanza di patente che per vezzo, con la famiglia al seguito, moglie e due figlie già grandicelle e che non sembravano né infastidite né imbarazzate né  costrette ad essere lì, insieme ai genitori.

a parte i momenti in cui lui era impegnato nelle riprese, passarono l’intera giornata insieme e si vedeva chiaramente quanto queste persone si volessero bene. credo di averlo visto sorridere per tutto il giorno… tanto da pensare ad una paresi facciale!

quello che voglio dire è che mi dispiace davvero molto che sia morto questo uomo, ma soprattutto che sia morto dopo una lunga sofferenza… sempre assistito dalla solita moglie e dalle solite figlie… anche se, per coerenza col post di ieri, non dovrei giudicare degna maggiore nota una morte piuttosto che un’altra, ma considerando il tanto schifo che c’è in giro per il mondo, era meglio che morisse qualcun’altro piuttosto che portare via un marito ed un padre ad una famiglia così unita, perdonatemi, oggi sono retorico e demagogico… mi succede spesso ultimamente…

27 gennaio, Giorno della Memoria

come mai quest’anno non mi sembra così giusto ricordarlo?

sto diventando cattivo?

sarà la vecchiaia… o i ricordi di una giovinezza che fanno male?

Fatevi una risata!

Fateve ‘na risata ogni tanto… e mamma mia come siete rigidi!

E dopo soli due post è arrivato il momento di sporcare anche questo blog con argomenti che in qualche modo hanno a che fare con la politica… politica poi, su questo ce ne sarebbe da parlare per giorni, la politica è un’altra cosa non quell’abominio che stanno perpetrando da anni al nostro governo…

Ma… fosse vero che davvero siamo noi a non capire mai il senso di una battuta? Tante volte il dubbio ti viene, hai visto mai? A me viene il dubbio… mi metto in discussione… lui, invece, perché non lo fa mai? Perché per una volta non dice “scusate, effettivamente ho detto una cazzata enorme come il mio ego!”? Macché, mai… è troppo facile fare battute sulla pelle degli altri, caro il mio testina di vitello… io lo capisco che tu hai la tranquillità e la franchezza dell’ultrasettantenne che ti fa a volte straparlare… così come hai quella impunità che non ti fa pensare di dover mettere un bel filtro fatto di brecciolino tra il cervello e la bocca così da dare tempo ai pensieri di essere elaborati e rivisti prima di esternarli al mondo.

E, per l’ennesima volta, peccato per tutti quelli che però non aspettano altro che queste cazzate per sfruttarle a proprio favore (politico, of course!) e non solo per stigmatizzare il comportamento di un idiota personaggio dell’opposizione… e pensare che, addirittura, a volte si potrebbe restare in silenzio e fare in modo che delle situazioni si commentino da sole.

Pensando a Paolo e Francesca…

Leggendo il Canto quinto dell’Inferno, ovviamente della Divina Commedia, a parte il gustarne la meravigliosità sono stato però assalito da un pensiero. All’interno di questo canto è descritto l’incontro con Paolo e Francesca, i due amanti presi come esempio da secoli per descrivere varie situazioni più o meno analoghe di grandi amori o tradimenti passionali, da giustificare o meno di volta in volta. Il mio pensiero era rivolto alla figura di Paolo che, durante il colloquio col Sommo Poeta rimane abbracciato (costretto!) a Francesca, ma quasi nascosto e continuando a piangere e senza parlare. Certo, è Dante che scrive e che, quindi, non lo fa parlare, ma a me, in questo modo, sembra quasi che la sola ad accettare le conseguenze di quello che è successo e nonostante tutto a continuare a provare quel sentimento fortissimo di amore sia solo Fancesca… è solo un mio pensiero, va bene, però a questo punto ho cercato di rendere un pizzico di giustizia allo sventurato, perdonami Dante solo per aver pensato questa cosa, ma ormai ho scritto e rendo qui di seguito!

PS ho scritto (quasi!) di getto e fondamentalmente con lo scopo di rendere omaggio ad un autore che sto riscoprendo, forse, troppo tardi, non siate troppo cattivi coi commenti! :D

Pensando a Paolo e Francesca…

Così, come il fuscello sbattuto sulla riva
e riportato indietro dall’onda taciturna,
il cuore mio a viver questo amore arriva
seppur la pace e la pienezza storna.

Della mancanza delle tue labbra soffro
or che le ho baciate e conosciute,
la sofferenza che mi causa, aggiro,
il non poterle sentire a me tenute.

Del fianco tuo sì caldo ed ospitale,
dove la mano mia trovò familiar riparo,
il solo rimembrar fa male
di quanto poco me ne concesse tatto il tempo avaro.

Quel morso sul collo appena percepito
come un marchio a fuoco m’è rimasto dentro,
lasciando me nel rovo ormai smarrito
come un agnello che manca al suo rientro.

I tuoi capelli, fiamme dritte agli occhi,
mossi dal vento e dal sol toccati,
rendon i miei pensier sì sciocchi
che quelli veri solo a te son vincolati.

Ah, fato beffardo, che giochi e ti diverti,
i nostri cuori hai perso in giro per il mondo
e chissà, se ora, il nostro dolor avverti
che ritrovati li abbiam nel girotondo

delle nostre vite passate invano
a cercar la mezza mela
che combaciasse nella nostra mano
e che al piacer supremo anela,

or che il falso godimento per l’imprecisa via
ci ha deviati, ingannando i nostri sensi,
dandomi sentore di falsa profezia
e che a vana promessa di morir raggiante presunsi.

Ciao mondo!!

Benvenuto in WordPress. Questo è il tuo primo articolo. Modificalo o cancellalo e inizia a creare il tuo blog!

e ora lo modifichiamo sì, certo che lo modifichiamo… dammi tempo… arrivo…

Ciao mondo!!

è il titolo del primo post di default che si trova dopo l’installazione di wordpress… Ciao mondo!! così, con due (2) punti esclamativi… boh… e io che pensavo che se usasse uno o, al massimo, tre per enfatizzare, ma sconsigliato… sì, lo so, sono un rompicoglioni, chi è arrivato qui dirottato da altre parti in cui mi leggeva lo sa, chi ci è arrivato per caso è il benvenuto, ma se dovesse succedere che non gli piaccia quello che trova liberissimo di andare da un’altra parte e peccato per l’occasione persa.

e quindi, ripartiamo da capo, per modo di dire, per la terza volta, stavolta su un dominio personale (addirittura! megalomane!), la prima volta era su Blogger, la seconda, quella più ’seria’, su Splinder. Il tenore delle cose scritte sarà sempre il solito, nulla di nuovo… come? ah, tu sei rimasto nonostante sia appurato che io sia un rompicoglioni e hai lo stesso voglia di capire il perché? ok, va bene, benvenuto allora, accomodati e… fai come fossi a casa tua ;)