approfitto di una poesia per fare gli auguri a tutte le donne
Otto marzo (Mimosa)
A terra, viva luce,
ti gettano.
del verde tempo tagliata dai rami
disseminata di sacre proposte
sole al sole.
Argini e distacchi le virili promesse
lesta rispondi e taci.
Cerco nel tuo colore la lealtà
ed il perché tu sappia
per sempre rammentarmi
cieca ed ogni istante ed anche lunghe ore
che tu sei simbolo
del ventre mio e di me tutta
davvero sole al sole.
Di chiare membra
schianti ed attracchi l’ombra
pensante e raggia
ancorché piena di vita
e pia fossi falciata.
Mille cori canto
ed infiniti vergini versi
son’io e di me.
M’allerti per nome e per grazia tua
son certa, vedi, sono mia
Mentre tu sei eterna
e minuscolo fiore.
Il ritmo ottunde le mie povere idee,
a me piacciono i revivals dei negri,
la loro segreta esuberanza:
se fossi vissuta in Africa,
avrei danzato attorno a un fuoco
dicendo ch’era il mio Dio.
Poiché son nata in Italia,
ballo intorno al tuo corpo
la danza dello stregone
affinché tu risorga
a risanarmi l’anima.
Ma nessuno che mi accompagni
con cembali o trombe dorate;
forse soltanto gli angeli
hanno pietà di un carme solitario.
Ho vergogna delle notti che hanno invaso il piacere,
vergogna di me stessa e paura,
che possa ancora ripetersi
che io diventi acqua
e che tu mi beva dal limbo
della tua luce segreta.
O ruscelletto mio, accorta voragine di sogno,
paradiso tremulo dei miei carmi,
portami alla tua serra,
che io muoia del profumo dei fiori,
irripetibile terra
di un amore ferito.
la comitiva estiva, chi non ne ha avuta una?
per me che abitavo al mare poi era un’attesa lunghissima in quanto l’inverno era avaro di compagnia… soprattutto femminile!
quelli che non rinunciavano mai ad uscire la sera, nonostante le intemperie, erano pochi e alla fine sempre i soliti divisi in gruppetti da tre, quattro persone, che difficilmente interagivano tra loro e i mesi erano leeeeeeeeenti e freddi… e poi, finalmente, l’estate…
la nostra era una comitiva come tante, non migliore né peggiore di altre; abbastanza omogenea e del tipo statico, di quelle che non si muovono mai o quasi mai dal punto d’incontro stabilito insomma, ma difficilmente ci si annoia e le serate scorrono così come devono piene di sentimenti vari e di ormoni adolescenziali che sbattono ovunque come impazziti!
una sera tra le tante la comitiva si sparpaglia sulla spiaggia rischiarata dalla luna, tra le sdraio lasciate aperte nello stabilimento balneare e le barche rovesciate e sugli scalini si rimane in pochi a chiacchierare… quella sera anche io mi ritrovo in riva al mare ad ascoltare il rumore delle onde, io e vicino a me una ragazza che chiameremo Maria, per non fare torto a nessuno… la ragazza buona per fare due chiacchiere, ma che nessuno guardava come oggetto del desiderio… era cicciottella Maria… anche qualcosa in più di cicciottella, ma il problema non era quello… non solo quello… il problema era che Maria era un po’ colorita nelle sue espressioni, a volte proprio volgare, altre volte arrivava a bestemmiare… non è carino sentire una ragazza bestemmiare, non è carino sentire un ragazzo, un uomo o chiunque sia bestemmiare, ma una ragazza fa più effetto, almeno a me… fumava anche Maria e masticava continuamente la gomma e, a complicare la situazione, aveva anche i due incisivi centrali sbeccati Maria… ma quella sera i miei ormoni erano, evidentemente, particolarmente invasati e pronti a tutto, la luna era dell’intensità giusta, quella che fa muovere nel giusto modo le onde e fa ululare i cani in modo che all’orecchio arriva come musica romantica… Maria continua a rimanere seduta vicino a me… e alla fine succede, io e Maria ci baciamo, davvero, come fanno i grandi e i francesi, mi dicono… per qualche secondo si va avanti così, ma poi la sua immancabile gomma da masticare inizia a darmi fastidio e trovo anche il coraggio di dirglielo, ma lei non sembra capire o non è troppo interessata a disfarsene così alla fine sono io a disfarmi di Maria e del piccolo momento che si era creato!
non riuscivo a credere a quello che era appena successo e alla fine la cosa non è mai neanche uscita fuori, né io né lei ne parlammo mai tra noi e la cosa, da parte mia, arrivò solo al mio migliore amico… aoh! io con qualcuno dovevo confidarmi della tragedia che mi era appena successa!
scherzi a parte, quello che voglio dire è che è vero che l’occasione rende l’uomo ladro…e chissà dove si poteva arrivare se Maria avesse gettato via la sua gomma da masticare! meno male che ne era così fieramente orgogliosa da non gettarla via neanche per un uomo… uomo, vabbè, lo sarei diventato qualche tempo dopo!
aiuterai una donna del terzo mondo a partorire senza rischi e suo figlio a non crescere senza di lei.
in Italia, quando una donna aspetta un bambino, può contare su una rete di strutture sanitarie, laboratori diagnostici, servizi ostetrici di emergenza. nei paesi in via di sviluppo solo la metà dei parti è assistita da personale specializzato, moltissime donne non fanno alcuna visita prenatale e spesso l’ospedale non è attrezzato per un’emergenza.
con 20 euro al mese per un anno puoi assicurare ad una donna del terzo mondo le cure prima, durante e dopo il parto.
e salvarle la vita…
AIDOS Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo
c/c postale n. 76622000
intestato a AIDOS, via dei giubbonari, 30 – 00186 – Roma
o con versamento con carta di credito tramite il sito www.aidos.it
ps sul sito dell’aidos si possono trovare anche altre iniziative a cui dare un’occhiata, ne vale la pena…
molto spesso leggiamo articoli che minacciano l’aumento di rischio di cancro del X% se facciamo la determinata cosa Y, cosa che sì, dà un’idea del rischio, ma che difficilmente ci rende la vera idea di quello di cui si sta parlando.
lo stesso pensiero deve averlo avuto Michael Blastland, giornalista della BBC che oggi, sulle pagine del sito del colosso inglese delle comunicazioni radiotelevisive, ha pubblicato un articolo sui rischi sulla salute legati al cibo grasso e agli alcolici, il tutto usando delle slide con dati su persone piuttosto che su percentuali e il risultato è che in percentuale il bacon aumenta il rischio di tumore al retto del 20%, questo vuol dire che sul dato di 5 persone su 100 colpite da questo male nel corso della vita e se tutte e 100 mangiassero 3 belle fette di bacon tutti i giorni le persone colpite diventerebbero 6, 1 in più ogni 100 persone.
nello stesso modo facciamo un altro esempio sul consumo di alcool da parte delle donne che aumenta del 12% il rischio di tumore al seno, male che colpisce 10 donne su 100 nel corso della loro vita. se queste 100 donne aumentassero il loro consumo di alcool le persone a rischio diventerebbero 11 su 100…
almeno un esempio positivo facciamolo dicendo che il consumo di due birre al giorno riduce del 17% il rischio di infarti femminili, disturbo che colpisce circa 32 donne su 100, questo vuol dire che se tutte e 100 bevessero due bicchieri al giorno di birra le donne colpite diventerebbero circa 27, ben 5 casi in meno su 100!
quindi, dipendentemente dalla storia 20% o 12% può significare 1 persona, mentre 17% può significare 5 persone… pensare a persone reali sembra essere meglio che pensare in percentuali astratte…
ad ogni modo il giornalista conclude facendo delle precisazioni. in primo luogo, i legami tra un alimento e un pericolo per la salute (o benefici) non sempre indicano una causa diretta. in secondo luogo, alcuni studi hanno prodotto numeri diversi da quelli da lui illustrati nell’articolo. i benefici di un consumo moderato di alcool, per esempio, suggeriscono da sempre che possano portare molti più vantaggi… sarà, ma io una bella birra me la faccio lo stesso, ha detto che quella fa bene!
ed eccola arrivata, oggi è la giornata internazionale della donna e, come tutti gli anni, stasera, moltissime donne andranno in giro a festeggiare con le loro amiche cercando di sfogare la rabbia repressa per un anno intero…
forse si capisce che non sono d’accordo con questo tipo di festeggiamenti, mi sembra anche di averlo detto negli anni passati, non può esistere la festa della donna un giorno all’anno per donne che per il resto dell’anno subiscono una sorta di festa prepotente dell’uomo.
quest’anno almeno sono contento di aver scoperto di aver creduto per anni a quella che in realtà sarebbe una leggenda metropolitana, il famoso incendio della fabbrica Cotton in qui si racconta che persero la vita più di cento donne rinchiuse all’interno dell’edificio dal proprietario per punirle dei loro scioperi contro le condizioni pietose in cui erano costrette a lavorare, da sempre sapevo che questo episodio avesse dato il via alla nascita di questa ricorrenza e vedere svilito il significato di questa giornata in maniera economica e politica mi ha sempre dato tanta amarezza.
sembra quindi che l’episodio sia falso ed ispirato all’incendio della fabbrica Triangle, questo invece tristemente vero e causa della morte di quasi centocinquanta persone, molte delle quali donne e italiane, immigrate, ma tutto per un banale incidente, nessuna lotta, nessuno sciopero… solo la triste verità di due padroni che tenevano chiusi a chiave gli operai per paura di furti e che erano troppo impegnati a salvarsi la vita per ricordarsi di aprire le porte…
questo episodio è comunque posteriore di due anni alla prima giornata internazionale della donna celebrata il 28 febbraio del 1909 negli Stati Uniti, la festa della donna già c’era e quest’anno compie un secolo, chissà se prima o poi acquisterà per tutti il suo senso originario o chissà se magari un giorno non servirà neanche più festeggiarla perché lo si farà tutti i giorni?
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