Archive for the 'Cinema' Category

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio qualunque Dio esista
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io Sono il signore del mio destino:
Io Sono il capitano della mia anima.

William Ernest Henley

la poesia è molto bella e, si dice, che abbia aiutato a tenere alto il morale di Nelson Mandela durante gli anni del carcere quando sentiva che stava per lasciarsi andare… meno bello mi è sembrato l’omonimo film di Clint Eastwood dedicato agli avvenimenti successi a cavallo tra l’elezione di Mandela presidente del Sud Africa e la coppa del mondo di rugby del 1995 vinta proprio dagli springboks.

non so cosa non mi è piaciuto in particolare. conoscevo già la storia, sia quella vera, giornalistica, che quella sportiva compresa di aneddoti vari e leggende tramandate.

forse il taglio troppo documentaristico del film, non ho mai visto la macchina da presa affondare il colpo e approfondire i sentimenti… ecco, mi è sembrato un pochino sterile per chi poteva già conoscere i fatti e poco approfondito per chi non li conosceva… se poi deve servire come trampolino di lancio per ricerche private allora ben venga, ma a me ha lasciato poco, peccato… però potrei essere io a non essermi coinvolto troppo…

Scusa ma ti chiamo orrore

ieri sera, più per noia che per voglia, ho visto in televisione il film tratto dal libro di federico mocciascusa ma ti chiamo amore“.

ho detto per noia, in realtà l’ho fatto quasi per espiare un mio leggero senso di colpa che va avanti da quando il moccia ha iniziato a distribuire le sue storie di amore e lucchetti e che io ho giudicato da lontano senza mai leggere nulla o praticamente nulla di quanto scritto dal pipolide scrittore.

uno dei miei figli, inoltre, ha letto (più bravo di me!) i suddetti libri, o qualcuno di questi, dicendomi che i film sono meno belli dei libri da cui sono tratti e quindi…

l’impressione finale è stata pessima.

una mancanza di dialoghi assurda, una sequenza di banalità e un susseguirsi di situazioni senza spiegazione né significato al limite del possibile, tipo per esempio il dottore in ospedale che riferisce delle condizioni della ragazza in coma alle sue amiche invece che ai genitori… senza chiedere loro neanche chi fossero…

dice, lo fa apposta perché questo è quello che capiscono gli adolescenti, questa è la visione del mondo che hanno gli adolesecenti… davvero? quindi gli adolescenti sono un branco di idioti che a 17-18 anni non sanno che in ospedale un dottore non li guarderebbe neanche in faccia e li caccerebbe via al minimo rumore? altro che correre dietro al dottore urlando perché l’amica è in coma e lui non può far altro che dire di aspettare.

o ancora, il gruppo di amiche viene promosso a scuola e una di loro fa il regalo alle altre pagando a tutte una vacanza di due settimane in grecia… ma chi paga?! e se anche fosse una riccona che non dà peso ai soldi, ma dov’è? io la voglio conoscere una così! :D

boh… insisto, non mi è sembrato mai di vedere, durante il film, nulla di approfondito, di spiegato, di compreso, non può essere davvero questo quello che vogliono i nostri figli… o è bello vedere un padre e una madre che accettano il fatto che la loro figlia adolescente esca con un uomo di vent’anni più grande di lei? è questo quello che vogliono i nostri figli? che si accetti tutto, anche queste cazzate senza chiedere nemmeno chi sia questo tizio che esce con una figlia bambina?

bè, mi dispiace, i miei figli questa morbidezza da me non l’avranno… magari non mi capiterà questa situazione visto che ho tre maschi, ma ugualmente non accetterò mai tutto quello che capita senza chiedere spiegazioni e/o avere rassicurazioni su cose che non mi suonano bene.

vabbè, moccia, che ti devo dire, c’abbiamo provato, mi sa che non siamo fatti uno per l’altro… e meno male!

un’ultima cosa mi sa che mi toccherà farla però, dare una possibilità al libro visto che mio figlio mi ha assicurato essere migliore del film, glielo devo a lui almeno e poi, dopo averlo letto, vedremo :)

ps un pregio al film alla fine posso trovarlo, sono riuscito a vederlo tutto senza addormentarmi, di solito non mi succede :P

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un film che toglie il fiato… ed infatti più di una volta, durante la visione, mi sono accorto che mi stavo dimenticando di respirare!

SPETTACOLARE!!!

Invictus

non ho mai aspettato così tanto un film…

Ed ecco finalmente il 3D

così titolava nel 1953 un articolo sul periodico settimanale Tempo… nello stesso periodo in cui la Corona inglese spendeva 7 miliardi delle nostre vecchie lire per la cerimonia di incoronazione di Elisabetta II…

un articolo in cui l’autore, tal V.B., lamentava l’avvento di questa tecnologia cinematografica… lo avesse saputo che più di mezzo secolo dopo le cose sarebbero cambiate di pochissimo :)

di seguito la trascrizione dell’articolo:

E’ cominciata anche in Italia l’era del 3D, come dicono pomposamente del cinema a rilievo gli uffici pubblicitari. Ieri sera a Milano due film tridimensionali si sono spartiti equanimamente la curiosità del pubblico. Entrambi – “Bwana Devil” e “L’uomo nell’ombra” –  richiedono l’uso di occhiali. Ho avuto la sfortuna di vedere il secondo, attraverso lenti polarizzate che mi cagionavano una nausea sottile; e mi sono chiesto per quale misteriosa ragione mercantile si sia celebrato un evento così importante – il primo passo di una rivoluzione tecnica, a sentir loro – con un film così miserabile. “L’uomo nell’ombra” è un giallo di quart’ordine, talmente sciocco da riuscire inintelligibile. Gli effetti della stereoscopia ridicolizzano gli interpreti: la faccia normalmente gonfia di Edmond O’Brien acquista un volume carnevalesco; e quella smunta, secca, febbricitante di Audrey Trotter subisce una penosa scarnificazione. Povera Trotter, è stata una buona attrice; la ricordo con una specie di tenerezza nel film “Stasera ho vinto anch’io“; qui si presta a una dimostrazione a rovescio, a dire cioè come non deve essere l’attrice di un film a rilievo. Ma questo è probabilmente l’unico discorso semiserio che si possa fare, per il momento, sul 3D; giacché proprio il fatto che tutto sia palesemente sbagliato in questi primi film di natura sperimentale, per una grossolana ricerca di effetti, ci suggerisce l’idea che sia possibile non sbagliare.

Il rilievo è indiscutibilmente raggiunto. “L’uomo nell’ombra”, gettando ragni e pipistrelli in faccia agli spettatori, ne dà una esauriente dimostrazione. Siamo ancora, dunque, allo stato infantile dello stupore, ma non tarderemo a chiederci se la stereoscopia determinerà una evoluzione del linguaggio cinematografico. Penso di sì; anche se in misura minima, quasi inavvertibile. Sul piano dello spettacolo, avrà importanza la scelta di un attore o di un ambiente o di una situazione; sul piano dell’arte, sarà un limite in più impsoto all’artista. Esemplari di anatomia femminile abnorme come Jane Russell e Marilyn Monroe serviranno meglio  gli impresari del sesso, nel mentre il poeta, nel silenzio della sua creazione solitaria, risolverà problemi di prospettiva e di chiaroscuro sinora ignorati. Che poi prevalga un “sistema” piuttosto che un altro, ha poca importanza. La situazione, diciamo, industriale è nota: esiste una specie di campo di battaglia, sul quale ogni colossale complesso cinematografico cerca di imporre agli altri un proprio brevetto. E’ evidente infatti che in questa gara di inventori ogni brevetto è costato denaro, in modo che nessuno è disposto a rinunciarvi, per acquistare i diritti di impiego di un brevetto altrui. I sistemi sono molti – con occhiali e senza, con lenti deformanti e con schermi allargati –  e ciascuno presenta vantaggi e svantaggi equivalenti. Eppure uno solo potrà sopravvivere, perché gli impianti di tutti i proiettori del mondo devono necessariamente essere unificati. Non prevarrà il sistema migliore, ma il gruppo finanziario più forte. Per il momento esiste una tale confusione che molte Case produttrici hanno sospeso ogni lavorazione, per “stare a vedere” come finirà la battaglia. Ma tutto questo, ripeto, non ha importanza per noi; importante è che, con tutta probabilità, non si tornerà indietro.

Big Fish

confesso colpevolmente di essere rimasto fino ad oggi senza aver visto questo film… ovviamente ho appena rimediato e sono felicissimo di averlo fatto, mi è piaciuto molto… e voi, lo avete visto? vi è piaciuto?

aggiungo il trailer anche se non è all’altezza del film:

delusioni cinematografiche…

giornata di appanzata cinematografica casalinga… anche se in realtà ho iniziato ieri sera… ho visto nell’ordine:

  1. Il curioso caso di Benjamin Button
  2. La felicità porta fortuna – Happy-Go-Lucky
  3. Il papà di Giovanna

non me ne è piaciuto uno… secondo me si potevano evitare tutti tranquillamente, ma magari sono gusti personali, non lo so…

Separati alla nascita

Paul Griffen e Pasquale Ametrano

Ezechiele 25.17

E allora continuiamo con le citazioni, ma questa è molto più facile e aiuta con la seconda:

il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.

Vecchie preghiere

Abbiamo piantato i nostri semi
e ti chiediamo di benedire i nostri sforzi
perché ci diano il semplice cibo
per i nostri gusti semplici
e ti chiediamo che i nostri sforzi siano ricompensati.

Ti ringraziamo per il cibo che ci danno altre mani
lo divideremo col nostro prossimo
e faremo anche di più quando sarà il nostro cibo.

Grazie di questo posto in cui resistiamo
Amen.