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Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola

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Paolo Borsellino

Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992

è allucinante leggerti!

mio caro Giampiero Mughini, non è allucinante giudicare oggi un uomo per una colpa di 32 anni fa, secondo me, ma è molto più allucinante leggere le cazzate che sei scrive a 69 anni… ha una figlia lei, signor Mughini? se avessero sodomizzato sua figlia tredicenne, 32 anni fa, e se il colpevole di questo ABOMINIO fosse stato condannato, ma senza scontare la pena, lei, signor Mughini, sarebbe quindi contento e felice?

lei crede che davvero Samantha Geimer non pensi mai a quel giorno?

capisco perché lei, signor Mughini, sia stato radiato dall’albo dei giornalisti (anche  se questo non le ha impedito di trovare lavoro presso un giornale… capisco anche perché io non leggo quel giornale!)…

quanti anni ha?

L’importante è avere le idee chiare:

da LaStampa.it

uno dei maggiori problemi…

Il maggior problema, ossia uno dei maggiori problemi (ce ne sono tanti), che l’idea di governo fa sorgere è questo: chi è giusto che governi? O meglio, chi è così bravo da indurre la gente a farsi governare da lui?

A ben analizzare, si vedrà che:
a) chi più di ogni altra cosa desidera governare la gente è, proprio per questo motivo, il meno adatto a governarla;
b) di conseguenza, a chiunque riesca di farsi eleggere Presidente dovrebbe essere proibito di svolgere le funzioni proprie della sua carica, per cui:
c) la gente e il suo bisogno di essere governata sono una gran rogna.

Così, i vari Presidenti galattici che si sono succeduti al potere hanno assaporato con tanto gusto le gioie della poltrona, da non accorgersi che non erano veramente loro a comandare. Qualcuno nell’ombra governava al posto loro.

Ma chi può mai governare, se a chi desidera farlo non è permesso di farlo?

Douglas Adams, Ristorante al termine dell’universo (1980), capitolo 28

ereditarietà

tale padre presidente tale figlio dipendente…

e così, come fatto molteplici volte in passato dal suo datore di lavoro, anche Marco Borriello ritratta le sue dichiarazioni e si rammarica per quanto detto… c’è da dire che almeno lui in qualche modo ha chiesto scusa, il suo datore di lavoro non lo fa…

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio qualunque Dio esista
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io Sono il signore del mio destino:
Io Sono il capitano della mia anima.

William Ernest Henley

la poesia è molto bella e, si dice, che abbia aiutato a tenere alto il morale di Nelson Mandela durante gli anni del carcere quando sentiva che stava per lasciarsi andare… meno bello mi è sembrato l’omonimo film di Clint Eastwood dedicato agli avvenimenti successi a cavallo tra l’elezione di Mandela presidente del Sud Africa e la coppa del mondo di rugby del 1995 vinta proprio dagli springboks.

non so cosa non mi è piaciuto in particolare. conoscevo già la storia, sia quella vera, giornalistica, che quella sportiva compresa di aneddoti vari e leggende tramandate.

forse il taglio troppo documentaristico del film, non ho mai visto la macchina da presa affondare il colpo e approfondire i sentimenti… ecco, mi è sembrato un pochino sterile per chi poteva già conoscere i fatti e poco approfondito per chi non li conosceva… se poi deve servire come trampolino di lancio per ricerche private allora ben venga, ma a me ha lasciato poco, peccato… però potrei essere io a non essermi coinvolto troppo…

bassi bassi…

… i rumori dal sottobosco a volte arrivano prepotenti e forti…

e come dar torto alla Cicala Stonata stamattina? :D

giornata storta, ma sono vivo, almeno…

oggi sono il prototipo del vecchietto sulla panchina che si lamenta in puro stile demagogico… sono la demagogia e la banalità unite insieme… ma cazzo, devo dirlo, come si fa a spendere 67 milioni, di euro, non di bruscolini, per costruire un radiotelescopio che sarà, sì, inaugurato, ma che non entrerà in funzione per mancanza di fondi?!

in questi fottuti cinque anni passati a costruire questa parabola nessuno si è accorto che si sarebbe arrivati a fine costruzione in regime di bancarotta? no?, bravi, complimenti…

e intanto Haiti è stata spazzata via, uno dei paesi più poveri del mondo quesi non esiste più e qualcuno sarà anche contento, meno problemi a cui pensare…

la prossima volta i soldi spendeteli meglio, parliamo tutti i giorni di paese in crisi, di impossibilità di abbassare le tasse e poi spendiamo 67 MILIONI, DI EURO, per guardare le stelle…

fatemi/ci/vi un favore, le stelle andate a guardarle in spiaggia e smettete di mangiarvi i soldi nostri… ‘fanculo voi e chi vi autorizza a farle ’ste cose…

Lettera di un cittadino qualunque a Silvio Berlusconi

Signor Presidente,

Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi più stretti collaboratori:”perché mi odiano?”

Io sono un signor nessuno, uno dei sessanta milioni di italiani senza volto e senza nome, buoni solo per comparire come unità statistiche nelle rilevazioni demografiche. Comunque, visto che lei ha fatto una domanda, per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle. Io sono tra quelli che la odiano, nel senso che non la amano.

Intendiamoci: trovo l’odio un sentimento disdicevole. Ho ricevuto un’educazione cristiana, sebbene l’abbia rinnegata; però certi valori mi sono rimasti dentro. Nella mia vita ho cercato di essere sempre dalla parte dei deboli e di trovare mille attenuanti per chi ha sbagliato. Eppure nei suoi confronti provo un “non amore” irrefrenabile.

Stia tranquillo: sono un uomo di pace: faccio fatica anche ad ammazzare le mosche; perciò il mio odio non si tradurrà in altro che in un desolato isolamento. Scuoto la testa e da lei traggo insegnamento, per me e per i miei figli, di quanto non sia esempio da imitare.

Lei non conosce me, ma io conosco lei, dai tempi in cui ella era un oscuro costruttore edile quando, sindaco Carlo Sangalli (ora Presidente della Camera di Commercio di Milano) fondò l’Edilnord e iniziò a costruire a Brugherio. Ricordo le sue liti con la civica amministrazione di quella città per gli abusi edilizi e come, già allora, avesse il vezzo di ottenere con la prepotenza quello che non avrebbe potuto ottenere secondo la legge. Poi l’ho seguita nella sua avventura con Telealtomilanese e ancora con l’avvio delle Sue reti televisive. Ricordo la legge Mammì, ricordo Craxi (che ho conosciuto di persona) e gli indebiti favori che ella ha ricevuto e ricambiato con sostanziose tangenti.

La conosco, Signor Presidente: abito a cento metri in linea d’aria dagli studi di Mediaset ed a un Chilometro da Milano Due, che ella ha costruito. Non parlo per “sentito dire” ma perché ho testimonianza diretta di quello che Ella è.

Devo dire che la Sua, non fosse una figura moralmente indecente, sarebbe da ammirare per la genialità: non ha sbagliato nulla. E’ partito con una piccola impresa, a debiti e con finanziamenti di cui lei non ha mai bene rendicontato ed ha costruito un impero, con fredda logica e con assoluta lungimiranza. Lei dice che è entrato in politica nel 1994; non è vero. Lei ha preparato il terreno molto, molto prima. Lo ha fatto comprando il Milan, con le sue televisioni.

Più che merci lei ha comprato coscienze. Lei ha compreso molto bene cosa sia il marketing e quali siano le tecniche di vendita. Non fa mai nulla che non abbia un riscontro positivo nei sondaggi.

Per lei non ha valore morale quello che fa: ella non è il “Principe”; ha un disegno preciso, che coincide col suo interesse personale. Però ha capito molto bene che, per avere consenso, deve azionare delle “leve”, che corrispondono ai processi di immedesimazione di emulazione.

Lei ha trasformato un perdente in un vincitore, un debole in un forte, un povero in un ricco; e questo è il suo autentico miracolo. Tutto nella finzione, ovviamente.

Però, e anche questo è un Suo “merito”. Lei ha saputo rendere labile il confine tra realtà e finzione. Lei è “nudo”, come quel famoso Re; eppure lo stuolo di cortigiani e di folle osannanti che la seguono sono pronti a giurare che ella sia bello, invincibile, munifico.

Dal Principe di Machiavelli ha sicuramente imparato una cosa: il fine giustifica i mezzi; ecco perché non è mai andato per il sottile. Per lei lo Stato è un’azienda, la cultura un optional, la povertà un “inconveniente” come arditamente l’ha definita.

Lei ha capito bene, come il Mefistofele che “la moneta cattiva scaccia quella buona” e, più ancora, che se getta a terra una manciata di monete la gente si accapiglierà per raccoglierle.

Lei, da perfetto populista si appella al popolo perché ratifichi le sue scelte. Ma cos’è il popolo, chi è il popolo? E’ forse un monolite che, unum corde, prende decisioni all’unisono? No, lei lo sa benissimo, perché è contornato da statistici, che il popolo non esiste se non come somma di tante unità che compongono l’insieme.

Lei sa che si compone e si scompone in continuazione e perciò ha bisogno di suggestioni in cui riconoscersi. Il popolo è:

* quello che pochi giorni prima gridava ” Osanna al figlio di David” e , poco dopo urlava a Pilato: “Libera Barabba”.

* quello che sotto il balcone di Palazzo Venezia urlava in delirio per il Duce che annunciava la dichiarazione di guerra alla Francia e poi, dopo vent’anni sputacchiava il cadavere del duce nella polvere, prima che fosse appeso a un distributore di benzina.

* quello che al nord odia i “terroni” e al sud odia i “polentoni”;

* quello che si divide negli stadi, che si divide su tutto, che perde le staffe quando è in coda, quello che cerca di non pagare le tasse e, potendo, porta i denari all’estero.

Lei ha saputo trarre il peggio da questo popolo e ha fatto leva sui suoi peggiori istinti. Ha contribuito grandemente ad affossare la nostra cultura a fare di questo paese, una volta perla della civiltà, patria della pittura, della scultura, della musica, un paese a rimorchio della peggiore cultura altrui.
Le soap opera, i programmi violenti e dozzinali che le sue televisioni somministrano al popolo, hanno contribuito grandemente a distruggere quel patrimonio di saperi che hanno fatto dell’Italia uno dei paesi più ammirati nella storia della civiltà.

*Lei ci ha lasciato il cafonal, l’idea che bisogna a tutti costi primeggiare, essere vincenti.

*Ha convinto i poveri e gli stolti che la fortuna può “baciare tutti” e che i cieli siano sempre azzurri: basta solo essere ottimisti.

* Ha definito la politica un teatrino, cancellando, con questo giudizio, secoli di civiltà ereditati dall’ellenismo, dal continuo interrogarsi dell’uomo sulla società, sui suoi poteri e limiti in rapporto ai diritti dell’individuo.

* Si è preso burla della civiltà giuridica, ha definito i giudici “persone mentalmente disturbate”. Ha spiegato a milioni di italiani che è meglio “avere” che “essere”.

* Ha insegnato che non serve rispettare le regole; anzi: se queste non corrispondono ai tuoi personali disegni fai in modo di cambiarle.

* La Casa di tutti l’ha trasformata nella casa dei vincitori, a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo, anche quello della indecenza.

* Ha insegnato agli italiani che la corruzione, il rampantismo, lo sgomitare per farsi largo sono la via giusta per affermarsi e che il diritto e la ragione sono solo armi per i deboli. Vae victis.

Ecco perché non la amo signor Presidente, perché lei è l’opposto di tutti quei valori in cui credo, che sono l’onestà, la sussidiarietà, la solidarietà, l’altruismo, la compassione, la valorizzazione dei saperi, delle bellezze naturali e artistiche di questo grande e meraviglioso paese. Non credo nel demonio Signor Presidente, ma se esistesse avrebbe il suo volto.
Detto questo provo pena per lei che è stato colpito nel fisico da un atto sconsiderato.
Io, da perfetta nullità, ho solo un’arma per poterLa colpire: il voto.
Purtroppo subirò il suo potere, indifeso come sono d’innanzi alla sua forza devastatrice. Ma me lo consenta: di quello che lei fa, non c’è nulla di fatto in nome mio.

Con disistima
Lettera firmata

da Spazioforum.net

la violenza gratuita non è giustificabile, mai

per riprendere il discorso di ieri vorrei chiarire meglio il mio punto di vista su quanto accaduto.

non giudico a questo punto berlsuconi, ma un uomo qualunque, magari in vista, magari famoso certo, ma un uomo che subisce un’aggressione a tradimento, senza possibilità di difesa.

non sto facendo il buonista in vista del Natale, questa cosa poteva succedere anche a luglio e sarebbe stata uguale la mia reazione… proprio quando la stessa cosa (più o meno) è successa a me…

questa estate, a fine luglio… mi sembra fosse il 20, a seguito di una banale discussione stradale come ce ne sono a migliaia tutti i giorni a Roma, mi sono ritrovato in moto a correre dietro ad un ragazzo in scooter che mi ha portato praticamente sotto casa sua… sì, lo so, ci sono cascato come un pollo, ma non è questo il punto.

sceso dalla moto non ho fatto in tempo ad avvicinarmi al tizio con cui stavo litigando che da dietro mi è arrivato un colpo fortissimo alla testa, mi sono girato ed un amico del tizio si era aggiunto alla discussione, ovviamente non invitato da me…

mi sono ritrovato quindi con due persone che mi spingevano contro la mia moto fino a farmi cadere in terra e quando ho cercato di rialzarmi ho preso un altro colpo alla testa che mi ha fatto perdere completamente l’orientamento. non ho perso i sensi, ma da quel momento non sono più riuscito a reagire, solo ho cercato di limitare i danni chiudendomi su me stesso per quanto possibile.

per quanti colpi mi arrivavano ad un certo punto non ho capito più se le persone che mi stavano massacrando di botte fossero due o se fossero anche aumentate, la confusione era troppa.

quando alla fine si sono stancati o sono riusciti a staccarmi da dosso le persone che mi stavano picchiando sono stato invitato ad andare via e di corsa per evitare altre botte… il tutto mentre avevo dei giramenti di testa terribili… e non solo…

come premio ho portato via varie escoriazioni sulla faccia, sulle braccia e sulle gambe, un paio di denti spaccati, scheggiati e un’altra frattura al naso che va ad aggiungersi alle tre precedenti, poca cosa in fondo, no?

ah, dimenticavo, il tutto è successo perché avevo fatto notare al tizio (che guidava lo scooter mentre telefonava) che non aveva fatto attraversare un signore anziano sulle strisce pedonali… certo, sono magari un rompicoglioni, ma avevo ragione… fondamentalmente…

sono passati cinque mesi e non passa giorno in cui io non ripensi a quanto mi è successo. i sentimenti che si alternano in me vanno dalla rabbia, alla frustrazione, alla tristezza fino alla paura, sì, la paura; la paura di poter essere perfino ucciso di botte, per una stronzata, e di aver privato una famiglia del proprio padre e marito, un uomo di neanche 40 anni che non torna a casa per una banale lite stradale, può succedere no? succede tutti i giorni, magari in forma diversa, ma sono molte le persone che non tornano a casa per una cazzata.

inutile dire che da quel giorno mi faccio molto di più i fatti miei e faccio finta di non vedere tante cose… ho imparato la lezione, qualcuno potrebbe dirmi, qualcuno figlio di questi tempi, io sono figlio di altri giorni ed ho una visione a volte romantica di alcune cose… non cambierò, non credo…

torno a quanto successo in piazza del duomo l’altro giorno e continuo a pensare che non è giusto, non è così che si risolve il problema berlsuconi.

lo odio, sì, lo ammetto, ogni volta che lo vedo, in foto, in televisione, ogni volta che sento la sua voce mi si stringe lo stomaco, mi dispiace, non faccio parte della schiera di persone che crede in quello che dice. sono convinto che sia colpevole di tutto quello per cui viene accusato e per cui non si riesce a farlo processare. credo che sia un bene toglierlo dal governo così che smetta di farsi fare leggi ad personam e prima che riesca davvero a cambiare la Costituzione, però non credo assolutamente che il metodo per impedire a berlsuconi di governare il nostro Paese sia di ucciderlo altrimenti, ripeto, diventiamo come lui e io non voglio in nessun modo assomigliare ad uno così.