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Luzzu

Il luzzu maltese è la tipica imbarcazione usata dai pescatori di Malta da secoli, si dice addirittura che sia di origine fenicia.

se ne trovano molte ancora oggi nel porto di Marsaxlokk, ma l’uso originario si è un po’ perso a sfavore di un incremento dell’uso turistico: i turisti pagano una cifra (ovviamente contrattata!) per farsi portare in giro una mezzora a bordo del luzzu.

Galway

usciti dal pub di Doolin, passando attraverso il burren, ma senza poterlo apprezzare a causa dell’assenza di luce e della giornata che ormai volgeva al termine, siamo andati a Galway per dormire, ma prima di concludere davvero la giornata ci siamo concessi una bella passeggiata ristoratrice… nel caso non avessimo già camminato abbastanza… alla ricerca di un pub per placare la voglia improvvisa di un irish coffee della mia compagna di viaggio (e certo, non avendola buttata dalla scogliera era ancora con me…), anche se poi di fronte al bancone la scelta è caduta sul whiskey caldo, una ricetta a base di whiskey (of course…) irlandese (of course!), acqua calda bollente, limone e chiodi di garofano.

dicono che serva per scaldarsi, ma dopo qualche sguardo irridente (a me sembrava così) da parte di un paio di avventori del pub mi è venuto in mente che poteva essere una scelta poco virile e quindi mi sono fatto passare anche un paio di pinte di Guinness, così, tanto per gradire… ho idea che se davvero mi fossi messo a fare una gara coi due anziani seduti di fianco a noi (quelli che mi guardavano sorridendo mentre bevevo il whiskey caldo) ne sarei uscito malconcio e portato via a spalla…

a proposito dei due anziani, hanno in tutti i modi cercato di attaccare bottone e poi, capito che eravamo stranieri (non ci voleva tanto) ci hanno dato indicazioni per i posti da visitare, peccato che sapevamo già che non avremmo fatto in tempo.

quello che abbiamo capito è però che, secondo loro, è rimasto fuori dalla nostra visita tutto il quadrante migliore dell’isola, il quarto superiore nordoccidentale (altra scusa per tornare!).

ah, l’irish coffee poi non lo abbiamo più preso, né lì né altrove.

così, al mattino presto, ci siamo concessi un velocissimo giro turistico nel centro di Galway, giusto il tempo di entrare nella St. Nicholas’ Collegiate Church, la chiesa medievale più grande d’Irlanda ancora in uso, vedere qualche vetrina dei famosi orafi locali, riprendere la macchina al parcheggio e dirigerci verso Dublino per riprendere l’aereo… ma torneremo, ah se torneremo!

ps nessuna foto, non ne ho scattate intenzionalmente come buon augurio ;)

Doolin

quindi Doolin

Doolin in fondo è solo un piccolo villaggio composto da un numero ristrettissimo di case colorate (as usual) in cui si passa per andare a prendere il traghetto per le isole Aran… però, perché c’è un però, andando o tornando c’è da fare una tappa con pausa obbligatoria ristoratrice nel pub di Gus O’Connor per bersi una sanissima pinta di Guinness (as usual), ma soprattutto per assaggiare i piatti preparati in questo pub che sono da lasciare senza fiato.

nell’ordine noi abbiamo preso una cremosa zuppa di pesce con verdure e pezzi di pesce e molluschi sceltissimi accompagnati da pane nero… se ci ripenso mi commuovo, abbiamo continuato con un tortino composto da una fetta di pane non lievitato, cipolle aromatizzate al whiskey, marmellata e una fetta di formaggio di capra grigliato, il tutto accompagnato da un’isalata mista condita con salse… un accostamento da brividi sia per la vista che per il palato… Dio, ci penso e mi viene l’acquolina!

il terzo piatto scelto era composto da due belle fette alte di bacon con contorno di patate e carote schiacciate, verza, il tutto condito con una salsa a base di prezzemolo.

questo pub è la scusa che mi sono dato per ritornare a Doolin ed andare a visitare le Aran :P

Cliffs of Moher

Nella stessa giornata in cui abbiamo visitato il Castello di Bunratty siamo riusciti anche a spostarci verso la costa occidentale dell’Isola per andare a visitare le Cliffs of Moher, le scogliere a picco sul mare per oltre 200 metri e uno dei posti più visitati in assoluta dell’intera isola.

la vista è davvero suggestiva e se si riesce a resistere per tutto il tempo senza buttare di sotto la moglie è ancora meglio… se si riesce anche a smettere di pensarlo mentre si è lì si gusta ancora di più la permanenza sul posto…

è fantastico affacciarsi da queste scogliere per vedere tutti i segni lasciati in milioni di anni sulle pareti e che tanto avranno detto ai vari geologi che le avranno studiate negli anni… e pensare che fino a poco tempo fa (circa 300 milioni di anni) questo era un fondale marino…

dal punto in cui si trova la O’Brien’s Tower, una torre costruita quasi due secoli fa e che già fungeva da osservatorio (ora usata come negozio di souvenir), si possono facilmente vedere le isole Aran, molto vicine e raggiungibili in poco tempo con i traghetti che partono da Doolin, un villaggio vicino alle scogliere. purtroppo non ho fatto in tempo ad andare sulle isole Aran, sarà per la prossima volta, così mi compro un bel maglioncino!

di Doolin parlerò la prossima volta, ne vale la pena! ;)

Bunratty Castle

Riprendo il resoconto del viaggio irlandese finito ormai da oltre due mesi sperando di concluderlo in tempi brevi…

no, le cose non stanno andando molto bene e per problemi di lavoro e/o affini sto trascurando anche i piaceri cercando di nascondere la testa sotto la sabbia nei momenti liberi, come per non vedere e non sentire nulla, ma ovviamente non funziona e butto via solo momenti di vita… non lo dovrei fare, non dovrei buttare via pezzi di giornata per colpa di qualche stronzo che si incontra durante il giorno… e comunque che gli struzzi mettano la testa sotto la sabbia è una leggenda metropolitana, non è vero che lo fanno!

comunque, bando alle ciance e andiamo avanti.

ero rimasto a Limerick. la mattina ci siamo alzati presto presto e ci siamo diretti in direzione Bunratty per visitare il suo castello ed il parco adiacente al castello dove è stato ricostruito in intero villaggio del diciannovesimo secolo completo di case, attrezzi, accessori, persone in costume all’interno delle case impegnate, per esempio, ad impastare il pane e pronte ad offrirtene un pezzo di quello già cotto ed imburrato… di mattina ci sta bene.

molto bella, a mio parere, la visita; ne vale la pena.

tra castello e parco, con sosta obbligatoria nella sala da tè e regolare fetta di torta fatta a mano, è passata una piacevole mezza giornata senza avere mai nessun tipo di rimpianto per il prezzo del biglietto pagato. se capitate da quelle parti non negatevi questa visita.

Bennettsbridge, Cork e Limerick

abbiate pazienza, manca poco alla fine del resoconto irlandese :D

appena usciti da Kilkenny, circa 6 km a sud, sulla strada che porta a Thomastown si trova Bennettsbridge, un piccolo villaggio famoso per la presenza sul suo territorio di vari artigiani e vasai, famoso tra questi ultimi soprattuto Nicholas Mosse e le sue caratteristiche ceramiche irlandesi.

passando via via una serie di paesi che sembrano costruiti con lo stampo siamo arrivati infine a Cork, in tempo per una passeggiata veloce lungo le sue strade ed in tempo per una birra al Franciscan Well, un microbirrifico locale con una collezione di birre meravigliose… peccato non avere un autista per poterle provare tutte e uscire dal locale strisciando :)

chiusa la serata a Limerick dove siamo andati a dormire… mi dispiace, ma su questa ultima cittadina ho poco da dire, forse complice la stanchezza non ho visto molto che valesse la pena guardare e, anzi, sono rimasto anche un po’ deluso…

Kilkenny

dopo la partita, il sabato sera, siamo rimasti a Dublino e la mattina dopo, abbastanza presto abbiamo ripreso il nostro giro dirigendoci stavolta verso sud con la speranza di riuscire a completare il giro dell’isola interrotto a Derry, al nord.

e via quindi verso Kildare, ma senza fermarci, la tappa obbligatoria è stata, invece, Kilkenny che devo dire essere una delle più belle cittadine viste durante questa settimana irlandese e quella che mi ha fatto venire di più la voglia di abitare lì… bisogna vedere poi alla lunga, ma sarebbe un bel tentativo…

lo stile sempre lo stesso, con le strade abbastanza strette e con le solite vetrine colorate, ma con un senso di pace e di calore in più rispetto alle altre.

molto belle da visitare la Black Abbey e la Cattedrale di San Canice col suo cimitero antico disposto intorno alle sue mura e la torre campanaria datata tra il 700 e il 1000.

non male da fuori il Castello… ci siamo evitati la visita interna su consiglio di un gruppo di italiani che usciva e che sembravano molto convincenti sulla pochezza del materiale da vedere, non mi pento, ma chissà, altre volte mi sono fidato di giudizi di altri rimanendo male in seguito… ma stavolta mi sa che davvero c’era poco da vedere ;)

e per finire ci siamo concessi un meritato riposo in un pub poco chiassoso davanti ad una Kilkenny (e vedi un po’!) e ad una Smithwick’s, entrambe prodotte localmente ed entrambe ottime birre irlandesi!

ritorno a Dublino

Molto è rimasto da vedere dell’Irlanda del Nord e questo mi da la scusa per un prossimo viaggio anche perché, andati via dal Selciato del Gigante comunque ci siamo accorti di aver in un certo senso organizzato male la giornata, sia per la gestione del tempo sia perché affascinati da quanto visto e quindi abbiamo prolungato le visite effettuate.

fatto sta che, dovendo tornare a Dublino per andare a  vedere la partita, abbiamo tagliato per Londonderry/Derry, ma solo attraversandola senza vederla veramente e ci siamo lasciati alle spalle, ancora da vedere, praticamente un quarto di isola e, a detta dei locali, la parte più bella dell’Irlanda… come ho già detto prima o poi recupereremo questa mancanza.

della partita abbiamo già parlato ed era nel pomeriggio del sabato, la mattina, invece, di buon’ora, siamo andati a visitare il Guinness Storehouse, anche questo rimasto fuori dalla precedente visita a Dublino… andiamo sempre di corsa e con poca disponibilità economica, c’è poco da fare, succederà sempre, l’importante è recuperare! :D

ho poco da dire su questo museo della birra nera più famosa del mondo se non che, almeno una volta, vale la pena visitarlo… è come andare a Roma e non vedere il Papa… magari ci si capita nel papato sbagliato, ma il Papa è sempre il Papa, o no? :P

disposto su sette piani costruiti a forma di pinta, nello storehouse si percorrono la storia e le varie fasi di lavorazione della Guinness con la possibilità di toccare con mano anche gli ingredienti primari che danno vita a questa Stout, ricordare le varie campagne pubblicitarie lanciate dalla casa, imparare da soli a spillarsi la propria pinta di birra in maniera perfetta… o quasi, seguti da un istruttore ed arrivare infine all’ultimo piano dove si trova il Gravity Bar e gustarsi una birra mentre si osserva Dublino dall’alto.

rimane il tempo, prima di uscire, di comprare qualche oggetto del merchandising Guinness nel negozio posto vicino all’uscita…

ripeto, una volta nella vita ne vale la pena, tornarci no, io non credo lo farò più ;)

Giant’s Causeway

devo sbrigarmi a scrivere ché altrimenti va a finire che mi dimentico anche le cose… è passato praticamente un mese dalla partenza e ancora sono qui a raccontare… maledetto lavoro!

e comunque, eravamo rimasti a Belfast. no, in realtà eravamo già partiti e ci stavamo dirigendo verso il mare a nord, per andare a vedere le Giant’s Causeway, questo spettacolo naturale formato da oltre 40.000 colonne di basalto esagonali che ha dato vita a molte leggende sulla sua formazione, ma che in realtà è dovuto ad una eruzione vulcanica di qualche anno fa… circa 60 milioni!

prima di arrivare ad ammirare queste formazioni rocciose, lungo la strada, colti da un leggero stimolo di fame, ci siamo fermati in un pub nei dintorni di Ballymena, il The Glencloy Inn, precisamente a Carnlough che ci ha deliziati con dei fritti sfiziosissimi e delle patate condite con formaggio fuso buone da svenire… il tutto annaffiato con la solita pinta di Guinness, of course!

cosa curiosa in questo pub, il proprietario appena ha sentito che eravamo stranieri ci ha messo in mano un libro degli ospiti pieno zeppo di firme di visitatori di tutto il mondo, bella idea, bravo ;)

espletato il rituale delle firme e svuotata la pinta di birra abbiamo ripreso il viaggio e in un’oretta eravamo alle Giant’s Causeway.

volevo visitare questo posto fin dalla prima visita in Irlanda, ma non era stato possibile e stavolta, finalmente, ci sono riuscito e posso dire che ne è valsa la pena, in questo posto si respira un’aria magica e molto suggestiva e, anche se la strana formazione di questo posto è stata spiegata razionalmente in modi inappuntabili, la sensazione è sempre quella che cia sia davvero qualcosa di vero nelle leggende locali.

una di queste, la più famosa, racconta del gigante Fionn mac Cumhail (Finn McCool), che avrebbe costruito un selciato per camminare fino alla Scozia per combattere un altro gigante, Benandonner. Una versione della storia narra che Fionn cadde in un sonno profondo prima di andare in Scozia, perciò quando Benandonner venne per cercarlo, la moglie Oonagh coprì con un drappo il marito Fionn e pretese di convincere il rivale che in realtà quello fosse il figlio piccolo. In una variante, avendo visto l’enorme stazza del nemico, è lo stesso Fionn a dire alla moglie di preparare l’equivoco. In entrambe le versioni comunque, quando Benandonner vide la mole del “bambino”, pensò che il padre dovesse essere terribilmente gigantesco, e scappò a casa terrorizzato distruggendo il selciato per evitare di essere inseguito. (da Wikipedia)

la visita di questo sito viene offerta gratuitamente… sì, peccato che ci vogliano 4 sterline per il parcheggio, ma tutto sommato ci può stare e si ripagano ampiamente con la soddisfazione della visita… o almeno per me è stato così.
nel centro visitatori è possibile informarsi su ciò che si sta visitando tramite audiovisivi appositi e guide oppure acquistare dei souvenir da portare a casa… sì, forse d’estate, a febbraio no, è tutto chiuso, pazienza :)

dal centro visitatori si può iniziare a piedi la visita oppure prendere un autobus (una sterlina) che ti porta all’inizio del visitabile risparmiando una chilometrata di camminata… in realtà converrebbe quasi prenderlo al ritorno che la strada è in salita, ma così si perderebbe la visione della costiera dall’alto, meglio camminare e gustarsi il panorama!

aggiungo qualche foto, ma non rendono davvero quanto sia meraviglioso questo posto:

Belfast

la nostra vendetta sarà il riso dei nostri figli

Bobby Sands

prima di partire qualcuno mi aveva consigliato di non perdere tempo e di evitare di visitare una città grigia e senza nulla da vedere.

fortunatamente ho evitato di seguire il consiglio e mi sono ritrovato dentro una città ricca di colori e di storia, anche migliore di come la avevo immaginata io, Belfast… da qui, tanto per dirne una, è partito veramente il Titanic e gli abitanti locali ci tengono a dire che loro lo hanno consegnato perfetto e funzionante!

a soddisfazione del mio gusto personale posso dire che la capitale nordirlandese è una delle più belle città dell’intera isola, tra quelle che ho visto, ovviamente. sono rimasto sorpreso dalla ricchezza di colori delle vetrine dei negozi, dei palazzi, del traffico, della gente.

la piazza dove sorge la City Hall è grandiosa e al suo centro svetta questo palazzo bianchissimo il cui interno è ricco di vetrate pregiatissime e di saloni enormi pavimentati con ricchissimi marmi italiani; è naturalmente visitabile e anche gratuitamente, ma con visite guidate.

quello che più cercavo io, però, a Belfast, era tutta la parte ovest della città teatro dei Troubles, il conflitto trentennale durato fine alla fine del secolo scorso, e in realtà ancora sporadicamente in atto, nato per combattere le discriminazioni dei protestanti perpetrate ai cattolici… detto in due parole e qui mi fermo, ognuno poi si può fare la sua idea liberamente e non sarò io ad influenzare nessuno né a mettermi a discutere di questo argomento qui, non è certo il luogo più adatto ;)

discuterne no, parlarne però sì, questo mi interessa e mi interessava, come già detto, visitare questa parte della città, percorrere la zona e vedere ancora le barriere che dividevano la città, la Peace Line e i cui cancelli vengono ancora chiusi tutte le sere. partire dal centro della città e iniziare trovandosi sotto la Divis Tower, un palazzo di venti piani in cui l’esercitò si riservò di occuparne i due piani più alti e da lì controllare i movimenti delle persone sottostanti… e sparare anche qualche proiettile di gomma, ogni tanto…

e poi di seguito tutta la Falls road ed i suoi murales, qualcuno storico, qualcuno meno, ma tutti con i loro carico di messaggi da trasmettere… tutti più o meno condivisibili… ci mancherebbe…

insomma una gran bella camminata fino a superare il Royal Victoria Hospital, ospedale risalente al 1906 e forse il primo edificio al mondo dotato di aria condizionata. qui è stato creato il primo defibrillatore portatile e tristemente specializzato negli anni ‘70 e ‘80 in ferite da arma da fuoco.

ci siamo risparmiati un’altra oretta di strada tra andata e ritorno per arrivare al cimitero, dicono sia molto bello, ma eravamo già stanchi così e quindi ce ne siamo saliti a bordo di un bel Black Cab e siamo tornati in centro per riprendere la nostra macchinina, nuova direzione Giant’s Causeway!

ps a proposito, i tassinari di Belfast, su richiesta ti portano loro a visitare Belfast West in una sorta di visita guidata ed illustrata, anche se non ho ben capito il prezzo di questo servizio.

pps a proposito ancora, il tizio che mi aveva detto di non visitare Belfast in realtà non c’è mai stato, è stato il fratello a dirgli di non andarci… a me se lo dicesse mia sorella ci andrei solo per farle un dispetto :D