ieri sera gran bella serata di musica al palalottomatica di Roma… ebbene sì, nonostante la pessima scelta della location… purtroppo la Capitale sembra essere incapace di offrire un’alternativa valida alla musica, di qualunque tipo sia.
comunque, dicevamo, gran bella serata di musica in compagnia dei Dream Theater e dei loro gruppi spalla che hanno regalato (regalato, in effetti, è una parola grossa: 46 euro il prezzo del biglietto per il parterre…) al pubblico oltre 4 ore di ottima musica, ovviamente per chi apprezza il genere.
insieme agli americani, in questo Progressive Nation Tour 2009, gli UnexpecT, i Bigelf e gli Opeth.
mi piacerebbe dare sinteticamente qualche voto.
voto alla fila all’entrata dei cancelli: 6,5 – ordinata e paziente con la presenza del solito bambino furbo che scavalca una (1!) posizione con qualunque scusa, poco danno e contento lui contenti tutti
voto agli addetti all’apertura dei cancelli: 3 – oltre un’ora di ritardo sull’orario dichiarato, stanchezza gratuita e sprecata in previsione della estenuante serata da passare in mezzo ad adolescenti poganti!!!
ai bibitari e magliettari napoletani fuori dai cancelli: 0 spaccato e ovviamente non perché napoletani, ma perché hanno rotto davvero il cazzo le palle le scatole con la prepotenza con cui ti passano sui piedi e ti vengono addosso con i loro carrelli di ferro arrugginito e con le bancarelle semovibili che portano in giro qua e là come i venditori ambulanti sulla spiaggia…
ai bibitari e magliettari dentro i cancelli: 0 spaccato per i prezzi esagerati da sanguisughe, come al solito
passiamo alla musica.
UnexpecT: 5 – sì, 5, mi dispiace, ma di più non mi sento di dare altrimenti per i seguenti dovremmo dare voti troppo fuori scala! tutto già sentito, scontato, da bravi scolaretti che portano a termine il compitino richiesto, sia con la musica che con il look… o magari la colpa è solo delle mie povere, stanche e vecchie orecchie, ma così li ho visti io: belli senz’anima.
Bigelf: 7 – gran bella sorpresa. non li conoscevo, ma mi sono piaciuti… è vero, forse potrei fare lo stesso discorso fatto per i metallari canadesi, ma qui ho trovato qualcosa delle mie radici, ho riascoltato note assorbite dai Black Sabbath e dai Jethro Tull… poi magari mi sbaglio, ma forse anche per loro è stato così e se al posto dei due organi abusati ad ogni pezzo dal cantante Damon Fox ci fosse stato un flauto in cui soffiare e cantare non sarebbe stato poi così tanto diverso…
Opeth: 7,5 – che dire di questa band svedese che non sia stato già detto? parliamo delle loro canzoni? no, quelle possono piacere o non piacere. parliamo del cantante che sceglie se cantare pulito o usando il growl? uhm… già questo potrebbe essere particolare, comunque alla fine parliamo di un gruppo che vive da quasi 20 anni e appassiona la gente e ora anch’io ho capito perché. perché sono travolgenti con la loro musica e simpatici quando passano da un brano all’altro, coccolano il pubblico in maniera eccellente e lo tengono sempre saldamente in mano senza far scendere mai l’attenzione. bravi!
e alla fine i padroni di casa, i Dream Theater, con l’intero palco a disposizione, cosa non concessa ai precedenti gruppi, forniscono al pubblico romano una prova a mio avviso davvero sontuosa, esibendosi in un’ora e mezza circa della loro musica migliore deliziando il palato musicale dei loro estimatori divisi tra il pubblico in giovani e meno giovani, così come succede nei concerti delle band… diciamo stagionate.
forse un po’ tutti ci aspettavamo qualche minuto in più di musica, ma alla fine va bene così, la scorpacciata è stata davvero pesante e, forse, qualche minuto in più sarebbe stata letale per le giunture dei meno giovani presenti… ovviamente non parlavo di me… anche se oggi mi sono preso una giornata di ferie per recuperare!
come? che? il voto? ah, stavo dimenticando… allora, se dessi loro un 10 sarebbe esagerato… forse un 8,5/9 potrebbe andare considerando anche cose esterne alla sola prova di ieri tipo la carriera o le emozioni precedenti che da sempre mi regala questo gruppo.
allora diciamo che 10 lo do all’esaltatissimo Mike Portnoy, gigantesco dietro la sua batteria a sua volta gigantesca, ma usata in ogni suo singolo pezzo. pazzo e geniale.
10 anche a Petrucci e alla sua tecnica sopraffina, alle sue lunghissime note e alla sua faccia da vicino di casa
dare meno di 10 a Jordan Rudess a questo punto sarebbe un affronto considerando lo spettacolo che offre dietro e davanti le sue tastiere, che siano ferme o prese in braccio… e poi l’abbozzo de la società dei magnaccioni è stato meraviglioso e senza prezzo
forse meno sotto gli occhi Myung e LaBrie, ma, ripeto, il concerto dei DT è stato davvero sontuoso e, per quanto mi riguarda, sono contento di esserci stato e di averci portato mio figlio che almeno stavolta ha sentito qualcosa di migliore rispetto ai quei gruppacci di alternative metal che ascolta di solito
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