Archive for the 'Vita Vissuta' Category

BASTAAAAAAAAAA!!!

basta…

avevo 14 anni, più o meno, tempo delle prime frequentazioni nella sede della sezione dell’allora PCI, dove si incontravano anche gli iscritti della FGCI… no, la tessera non la feci quell’anno, ma solo un paio d’anni più tardi.

la scusa era avere un posto per riunirsi la sera, per giocare a D&D, fumare in pace e farsi qualche birra (nulla di troppo esagerato, mamma sta’ tranquilla!), ma di fondo avevamo tutti gli stessi ideali… di sinistra.

la vita del partito dei grandi ci interessava, ci serviva per giocare a fare i grandi e partecipavamo anche attivamente… come quella volta che andammo di notte ad attaccare i manifesti della campagna politica (per comodità, non per altro, era una cosa regolare… la potevamo fare insomma!) e fummo presi a manganellate da esponenti dell’allora MSI, tutta gente che aveva tre volte la nostra età, tutta gente rispettabilissima e conosciuta, gestori di panifici e stabilimenti balneari, gente che ha proseguito con successo la strada politica… vabbè, lasciamo perdere che altrimenti mancano solo i nomi!

vivevamo insomma la vita della sezione, ne respiravamo le vicende, i malumori, le vittorie (poche…) e le sconfitte…

sono passati venticinque anni e i personaggi politici che decidono le sorti della sinistra italiana sono sempre gli stessi, tranne qualche sporadico caso ininfluente sono sempre gli stessi! non sono cambiati! stanno lì a distruggere la sinistra e ad aiutare l’altra parte ad andare avanti, a farsi i loro porci comodi, a rubare, a fare affari con la mafia…

e quando il popolo si rompe, giustamente, i coglioni e inizia a lamentarsi e a contestare apertamente chi dovrebbe già essere in galera o chi è scoperto ad avere rapporti con la mafia che fanno gli esponenti della sinistra italiana?

li invitano a parlare alle loro feste e chiamano squadristi quelli del popolo che si permettono di contestare…

basta…

ora basta, dovete tutti andare a casa, tutti quelli che si riempiono la bocca solo di parola, di progetti da portare avanti (da 50 anni!), di stile, di formalismi, tutti quelli che difendono ancora questo governo, tutti quelli che definiscono squadrista il popolo che contesta, tutti quelli che il fine settimana vanno in barca, tutti quelli che impediscono agli esponenti più giovani di uscire fuori con le loro idee, tutti quelli che si riempiono le tasche di soldi (nostri!).

basta, dovete andare a casa o darci la possibilità di decidere noi chi di voi deve rappresentarci.

basta coi fassino, coi d’alema, coi bersani, coi prodi e con tutti quelli che la pensano come loro.

basta con questo governo, è finito, DEVE essere finito questo governo e il oro modo di intendere la politica e la vita, dobbiamo farlo finire, dobbiamo contestarlo e chi ci rappresenta deve essere con noi a contestare.

silenzio, solo silenzio…

poco fa stavo leggendo un articolo di Giustino Parisse, uno dei sopravvissuti di Onna, il paese in provincia de L’Aquila completamente distrutto dal terremoto del 6 aprile dello scorso anno.

Giustino parla dei turisti che arrivano da ogni parte d’Italia (del mondo?) per visitare i luoghi della tragedia, per visitare le macerie  ed evidenzia il fatto che quasi sempre la reazione di questa gente è di sgomento ed incredulità… è diverso vedere da lontano queste cose e poi trovarcisi dentro.

è successo anche a me, venerdì sera scorso sono andato a L’Aquila di ritorno da un mini viaggio di vacanza, non ci sono andato appositamente, ma ho approfittato della vicinanza.

volevo andare a vedere e magari scattare anche qualche fotografia, ma non ce l’ho fatta…

salendo verso il centro storico sono passato davanti a quello che rimane del Palazzo dello Studente e non sono riuscito neanche a fermarmi.

la passeggiata lungo il corso è stata struggente, mentre avanzavo mi si stringeva il cuore fino alla morsa totale arrivato davanti alla ringhiera piena di chiavi, chiavi di casa degli aquilani a cui hanno tolto la vita di tutti i giorni…

ho visto situazioni paradossali con militari a bloccare delle strade chiuse da transenne metalliche e nel vicolo subito dietro la strada invece libera e senza controllo… sarà per questo che gli aquilani si sono lamentati di non poter entrare nelle loro case, cosa che invece fanno liberamente i ladri, sciacalli infami.

prima di andare via sono tornato davanti alla casa dello studente e lì la sensazione di rabbia diventa molto forte. di fronte c’è una strada che dovrebbe essere chiusa, non porta da nessuna parte se non in mezzo a palazzi abbandonati. entrare lì e fermarsi in mezzo a quella strada è stata un’esperienza agghiacciante… c’è un silenzio assordante rotto solo dallo scricchiolio di qualche vetro o persiana o qualche mobile, non lo so, quello che so è che avevo voglia di fuggire… quel silenzio e la presa di coscienza delle bugie che ci stanno dicendo da oltre un anno è stato davvero troppo.

le uniche cose buone sono state il vedere che il grosso delle macerie è stato rimosso, almeno nel tratto di strada percorribile e questo dà almeno un piccolo segno di rinascita, di pulizia e inoltre  è stato bello vedere che gli aquilani stanno cercando a tutti i costi di far rivivere la loro città, riaprendo faticosamente un negozio dopo l’altro e organizzando feste improvvisate davanti ai bar, sono gente davvero tosta e ce la faranno, anche se nessuno li sta aiutando concretamente.

unplugged

unplugged, in musica, si dice di un concerto suonato rigorosamente in chiave acustica, senza l’uso di strumenti elettrici né vari effetti di distorsione solitamente abusati dalle chitarre elettriche per esempio, dal verbo inglese to unplug, staccare la spina.

per me un esempio memorabile di questo tipo di musica/concerto/esibizione fu (e rimane ancora oggi) l’unplugged dei Nirvana a New York dek 1993 pubblicato poi come album l’anno seguente… a detta di molti fu un’interpretazione molto intensa e carica di passione, specialmente da parte di Kurt Cobain ed è per questo che se ieri pomeriggio, in metropolitana, ascoltando senza volere (almeno inizialmente) due ragazzi parlare tra loro sento uno dei due che ripete per più volte: “Che ci vuole a fare un Unplugged? Lo hanno fatto PERFINO i Nirvana, figurati noi”, istintivamente mi girano le palle!

il suo interlocutore non ha risposto a questa affermazione, chissà se per vergogna, per ignoranza, se per non dare torto all’amico o se per altro, ma non ha risposto…

io, ovviamente (mica tanto!), non mi sono intromesso e ho lasciato a questo sicuro genio della musica la sua convinzione, ci mancherebbe, ma la voglia di dirgli che non capisce un emerito cazzo di musica era tanta o, quantomeno, di dirgli di cercare di essere più umile, in generale o almeno nei confronti di chi ha portato la sua musica in tutto il mondo, musica che ascoltiamo ancora oggi a più di 15 anni dallo scioglimento del gruppo.

detto questo ora prepariamoci ed aspettiamo con impazienza l’uscita del loro uplugged, che ci vuole?

è così che se ne andrà?

“signora, ha un carcinoma diffuso allo stomaco… il dolore glielo provoca l’ulcera, il carcinoma non lo sente nemmeno…”

non lo sente nemmeno, ma c’è… ed è dentro mia madre, così come lo ero io quaranta anni fa… lei mi ha dato la vita, questo bastardo che lei neanche sente le toglierà la sua?

suo padre, mio nonno, è morto trenta anni fa per un cancro allo stomaco, lo aprirono per operarlo e lo richiusero immediatamente quando si accorsero dell’inutilità dell’operazione… sarà lo stesso per mia madre, sua figlia? mi dicono che la medicina nel frattempo ha compiuto passi da gigante, ma mi sembra, in realtà, che di fronte al cancro quello che resta ad ogni malato è sempre e solo la speranza (maledetta!) ed un termine da riempire il più possibile… o anche no, dipende dal malato di volta in volta.

lui aveva 72 anni, lei non ne ha neanche 61… cazzo…

oggi un oncologo la visiterà d’urgenza per operarla il prima possibile, ma questo non mi tranquillizza.

ho letto un po’ di informazioni su questo tipo di malattia e anche in caso di intervento veloce e tempestivo ho visto che le percentuali di successo non sono altissime, anzi, al contrario… dice che nel 13% dei casi si raggiunge addirittura un’aspettativa di vita di 5 anni… 5 anni, porca troia… in ogni caso è una situazione di merda.

mia madre è l’ultima, la più piccola di sette sorelle; la più grande ha qualcosa come 82-83 anni, non ricordo, e poi via via scendendo fino a lei.

sono ancora tutte vive, qualcuna anche acciaccata forte e ad un paio di loro hanno anche tolto dei tumori, ma sono ancora tutte vive e mia madre rischia di essere la prima ad andarsene, a poco più di 60 anni…

lo so che è morta tanta gente anche più giovane, ci mancherebbe, ne muoiono tutti i giorni di persone giovani, non voglio essere troppo ipocrita, ma questa è mia madre.

non voglio neanche fare il solito italiano mammone, ho smesso di esserlo da tanto… anche troppo… addirittura a periodi sfioro nell’indifferenza verso i miei genitori, ma il sentimento rimane sempre intatto e questa cosa che sta succedendo mi sta confondendo.

non so come affrontarla, non so cosa pensare, non so come reagire, non so se piangere, se ridere, aspettare, chiamare, bestemmiare, stare tranquillo, agitarmi o cosa. lavoro, ma non con la testa, il cuore è gonfio e pulsa affannato, i polmoni prendono poca aria o troppa insieme, la temperatura a tratti è alta e a tratti mi dà fastidio l’aria condizionata… che si fa in questi casi?

ha da passà ‘a nuttata” diceva Eduardo in Napoli Milionaria, aspettando l’azione della medicina appena somministrata alla figlioletta malata e noi aspettiamo e vediamo se ’sta medicina sarà amara o come sarà…

incapaci?

sono appena arrivato in ufficio… vabbè, da 10 minuti più o meno… il tempo di acccendere il portatile e colelgarmi alla rete.

ho dovuto cambiare strada stamattina e mi sono trovato, ad un certo punto, a dover fare un pezzo di strada contromano per tornare indietro perché un tizio si stava preoccupando di scorrere la fila, a piedi, per informarci che c’era stato un incidente a Piazza Re di Roma e che l’Appia era tutta bloccata, impossibile passare… e meno male che stavo in moto… gli altri saranno ancora lì a meno che, faticosamente, non siano riusciti piano piano a retrocedere fino alla traversa che permetteva l’uscita da quel delirio.

ora, quello che a me sfugge è: “ma come si fa a fare un incidente a Piazza (dei) Re di Roma così grande tanto da causare il blocco totale della via Appia?!”

la consolare via Appia non si è fermata davanti ai millenni della storia e si ferma per un banale incidente su una piazza che la interrompe per un piccolo tratto?

cosa stavano facendo gli abili guidatori delle vetture coinvolte per non accorgersi del pericolo?

telefonavano? fischiavano dietro al culo della famosa mora che attraversava? erano impegnati nel solito gioco de “A chi ce l’ha più lungo” e quindi intenti a non far passare nessuna macchina davanti a loro pena la perdita del posto acquisito nella fila?

a parte tutte le possibili risposte e motivazioni vorrei ricordare che il limite massimo su quel tratto di via Appia e sulla piazza è rinchiuso nei fatidici e canonici 50 Km orari cittadini.

chiudo con un bel mortacci vostri a chi ha causato l’incidente, qualunque sia la causa, tanto avranno torto tutti quelli coinvolti.

ah, io comunque sto qui e pronto a dare smentita di quanto scritto nelle prossime 48 ore!

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola

.

Paolo Borsellino

Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992

Davanti a Dio!

ieri sera, durante una discussione politicofilosofica con un mio cugino… che in realtà ha gli anni di mia madre e quindi mi è sempre stato un po’ più zio che cugino… per avvalorare le mie tesi accusatorie nei confronti dell’attuale governo italiano e, soprattutto, di chi ne è  a capo (non Napolitano, ovviamente…), mi è partito l’attimo del delirio di onnipotenza e mi sono dichiarato abile e arruolabile per essere il famoso primo uomo pronto a scagliare la prima pietra verso chicchessia per dimostrare la mia onestà ed integrità morale!

avreste dovuto vedere la faccia della moglie di mio cugino quando le ho detto che “Io lo dico davanti a Dio, se esiste, Io posso scagliare la prima pietra, me la vedrò nel caso con lui, tu non giudicare la mia onestà al posto suo!“… tutto un programma…

speriamo che ’sto famoso nostro Signore e Dio non esista, altrimenti vorrò proprio vedere come le giustificherò tutte le cazzate dette durante ’sta vita! :D

ps detto tra noi, scagliare la pietra per dimostrare di essere più onesti di questi delinquenti ci vuole davvero poco… no?

tu credi a Superman?

abbiamo finalmente scoperto dove si cambia Clark Kent quando si rivela in Superman!

Separati alla nascita!

stamattina, guardando la sfilata delle forze armate, sarà venuto in mente a chiunque abbia conosciuto David Zed e lo abbia visto ballare, però lo dovevo fare lo stesso… magari non è venuto in mente proprio a tutti :D

macchinetta?

almeno un paio di volte al giorno, in ufficio, si va in processione a prendere il caffè, o altro, alle famigerate macchinette.

ce ne saranno almeno una decina, forse più, sparse per i piani e a rotazione le giriamo praticamente tutte per questo o quel motivo, perché quella fa il caffè più buono, l’altra ha l’acqua più fresca perché non ci va nessuno, quella c’è sempre l’acqua perché non fa il caffè e la riempono di più e via dicendo…

ogni tanto qualche prodotto inevitabilmente rimane incastrato nei carrelli a spirale che ruotano male o che agganciano qualche angolo di sacchetto e allora qualcuno prova a bissare la scelta cercando di far cadere entrambi gli oggetti e, devo dire, di solito funziona anche, ma a volte succede che il carrello scavalli e cominci a girare verso l’alto, verso una inarrivabile libertà… povera spirale che sembra girare andando avanti, ma che in realtà gira sul posto…

il risultato comunque è che questo benedetto carrello incastra due o tre oggetti uno sopra l’altro, ma sotto di lui  e alla fine vengono abbandonati lì, così…

io quando arrivo e trovo questa situazione non resisto, è più forte di me, devo provare a far cadere tutto.

a volte basta una spallata ben assestata, altre volte ce ne vogliono due… stamattina non ne sono bastate tre e neanche quattro… non è servito neanche far oscillare avanti e indietro tutta la macchina, quei bastardi di pacchettini non si sono voluti muovere… infami…

ma  io non mi arrendevo e a quel punto una voce arrivata dai dintorni fa: “non cascanooooo…”, allungato, ma senza enfasi, aperto a varie interpretazioni tra le quali:

  1. c’ho provato pure io
  2. c’ho provato pure io fratturandomi una spalla e non sono caduti
  3. c’ho provato pure io fratturandomi entrambe le spalle e non sono caduti
  4. è inutile che continui a fare rumore tanto non cadono
  5. se continui vengo lì e te lo do io un euro così la fai finita di rompere i coglioni!

fatto sta che l’effetto sentito dalla nostra parte è stato divertente, questa voce arrivata dal nulla calda, sicura e senziente ha fatto il suo effetto, ho smesso di torturare la macchinetta… comunque un succo di frutta è caduto lo stesso, non c’entrava niente con l’ingorgo che volevo sbrogliare, ma è caduto e tra poco me lo bevo ;)