Archive for the 'Lavoro' Category

macchinetta?

almeno un paio di volte al giorno, in ufficio, si va in processione a prendere il caffè, o altro, alle famigerate macchinette.

ce ne saranno almeno una decina, forse più, sparse per i piani e a rotazione le giriamo praticamente tutte per questo o quel motivo, perché quella fa il caffè più buono, l’altra ha l’acqua più fresca perché non ci va nessuno, quella c’è sempre l’acqua perché non fa il caffè e la riempono di più e via dicendo…

ogni tanto qualche prodotto inevitabilmente rimane incastrato nei carrelli a spirale che ruotano male o che agganciano qualche angolo di sacchetto e allora qualcuno prova a bissare la scelta cercando di far cadere entrambi gli oggetti e, devo dire, di solito funziona anche, ma a volte succede che il carrello scavalli e cominci a girare verso l’alto, verso una inarrivabile libertà… povera spirale che sembra girare andando avanti, ma che in realtà gira sul posto…

il risultato comunque è che questo benedetto carrello incastra due o tre oggetti uno sopra l’altro, ma sotto di lui  e alla fine vengono abbandonati lì, così…

io quando arrivo e trovo questa situazione non resisto, è più forte di me, devo provare a far cadere tutto.

a volte basta una spallata ben assestata, altre volte ce ne vogliono due… stamattina non ne sono bastate tre e neanche quattro… non è servito neanche far oscillare avanti e indietro tutta la macchina, quei bastardi di pacchettini non si sono voluti muovere… infami…

ma  io non mi arrendevo e a quel punto una voce arrivata dai dintorni fa: “non cascanooooo…”, allungato, ma senza enfasi, aperto a varie interpretazioni tra le quali:

  1. c’ho provato pure io
  2. c’ho provato pure io fratturandomi una spalla e non sono caduti
  3. c’ho provato pure io fratturandomi entrambe le spalle e non sono caduti
  4. è inutile che continui a fare rumore tanto non cadono
  5. se continui vengo lì e te lo do io un euro così la fai finita di rompere i coglioni!

fatto sta che l’effetto sentito dalla nostra parte è stato divertente, questa voce arrivata dal nulla calda, sicura e senziente ha fatto il suo effetto, ho smesso di torturare la macchinetta… comunque un succo di frutta è caduto lo stesso, non c’entrava niente con l’ingorgo che volevo sbrogliare, ma è caduto e tra poco me lo bevo ;)

e allora via!

sono tornato a lavorare.

come previsto è stata una botta emotiva (negativa) e fisica (negativa) esagerata.

non so se sopravviverò alla puzza che mi arriva dal posto di fronte (cazzo, prima o poi dovro dire qualcosa a questo tizio!) all’interà giornata…

pronto?!

questa mattina sono venuto a lavorare sfruttando la navetta aziendale. non ne avrei diritto, essendo un consulente esterno, ma sia la società che gli autisti tollerano la situazione considerando anche il fatto che i posti vuoti sono generalmente più numerosi di quelli pieni, il servizio è buono, ma non viene sfruttato insomma.

ospite fisso di questa navetta, sempre primo a salire a bordo e seduto sempre al primo posto disponibile sulla fila di destra (un po’ come secondo pilota), troviamo un personaggio di quelli schietti, ma troppo… di quelli che ti dicono sempre quello che pensano, ma senza preoccuparsi della tua eventuale reazione… magari hanno anche sempre ragione, ma a volte, anche in modo gratuito, ti devono per forza far notare che stai facendo qualcosa che non va bene… anche se a loro non riguarda in nessun modo… antipatico per scelta insomma, poco empatico, che non significa stronzo (almeno per me!) ho reso l’idea?

ebbene, questa mattina, il nostro autista ha ripetutamente ricevuto telefonate alle quali ha risposto sempre dovendo usare una delle due mani, cercando prima il telefono in una tasca dello sportello e dovendo distogliere, ovviamente, lo sguardo dalla strada e tenendo poi il telefono vicino all’orecchio per tutto il tempo della telefonata… ovviamente…

dopo la seconda telefonata il nostro copilota ha deciso che era arrivato il momento di intervenire, come non farlo?! impossibile resistere e obbligatorio farlo!

aggiungo che, leggermente, era stato fomentato da due colleghi seduti immediatamente dietro di lui nella seconda file di posti, a destra e a sinistra… come le uscite di sicurezza degli aerei… in questo caso non usate…

conoscendo il tipo, forse, hanno pensato di creare la situazione per far passare la solita mezzoretta di viaggio.

beccato in fallo, l’autista, ha prima pensato ad una sorta di frase buttata lì tanto per dire, un pour parler sterile (la mezzoretta deve passare per tutti), poi quando ha sentito lo sguardo insistente del copilota puntato sul suo profilo destro ha capito che non si scherzava ed ha quindi iniziato ad accampare strane scuse sul fatto che lui è un autista professionista e per questo esentato dall’obbligo dell’uso di auricolari e/o affini e qui è successo il patatrac!

è a questo punto che intervengono anche gli avvoltoi alle spalle del nostro copilota e, spalleggiati da lui, da dietro la sua schiena, iniziano ad affondare i becchi nell’ormai cadavere dell’autista esposto al loro fabbisogno giornaliero.

logicamente fanno notare all’autista che la legge è (dovrebbe!) essere uguale per tutti e che quindi tutti devono rispettarla, ma davvero a questo punto la discussione (comunque pacata, devo dire) diventa però sterile ed inizia l’eterna gara del chi ce l’ha più lungo e, all’ennesima telefonata ricevuta, l’autista ostenta sicurezza e arroganza e risponde ancora una volta trattenendo, anzi, il suo interlocutore oltre il dovuto… mi è sembrato anche che tenesse il gomito esageratamente alzato :)

ora, non voglio giustificare né uno né gli altri anche se il problema telefonino alla guida, a Roma, sta diventando è ormai un problema davvero enorme e sono convinto anche io che le leggi vadano rispettate… al di là di questo un auricolare di merda bluetooth costa meno di 20 euro, credo alla portata di qualsiasi possessore di un mezzo da guidare… al bisogno ultimo, nella scatola di ogni telefono che si compra c’è compreso anche l’auricolare di serie, col filo, da collegare al telefono stesso, oddio che ribrezzo!

comunque di questo ne parleremo un altro giorno, quando verrò a lavorare in auto o in moto e sarò più incazzato, oggi no :)

quello che, invece, voglio dire è che un po’ l’autista se l’è meritata visto che ostentava in bella vista davanti a sé una copia de Il Giornale che titolava qualcosa come “caro Silvio…” :D

mariuccio

Facciamo oggi pubblicità ad un servizio molto interessante:

vai ad una festa, bevi troppo e alla fine vedi due sportelli da aprire della tua automobile? anzi, non capisci quale delle due vetture è la tua? :D

niente di più facile, chiami Mariuccio e lui ti viene a prendere e ti riaccompagna a casa, con la tua macchina…

ok, tutto bene, ma se sei davvero ubriaco come lo chiami Mariuccio?

poco tempo + troppo lavoro = isolamento

servirebbe del tempo.

bisognerebbe riuscire ad imbrigliarne un po’.

un po’ di tempo per chiamare l’ufficio assicurazioni e prendere appuntamento col perito per fargli vedere la moto e riuscire, forse, finalmente, a ripararla, ma prima bisognerebbe chiamare il concessionario per farsi fare il preventivo da presentare al perito altrimenti che ci andiamo a fare?

un po’ di tempo per chiamare mio padre per dirgli che mia cognata nel fine settimana passerà a prendere quel suo compressorino che poi servirà al fidanzato di mia cognata per soffiare via dell’acqua da certi tubi… e quindi dovrò riuscire a chiamare mia cognata per dirle cosa avrà detto, eventualmente, mio padre.

un po’ di tempo per chiamare quell’amico che non sentiamo da mesi e al quale non riusciamo a spiegare quanto siamo incastrati in questo vortice di giornate passate con la testa bassa sulla tastiera a risolvere problemi altrui a volte inesistenti a volte inutili… giornate passate a combattere coi mulini a vento e gli sbalzi umorali di chi decide per noi cosa è giusto e cosa no… (studiate figli miei, avrete più possibilità di scegliere il vostro futuro, forse…)

un po’ di tempo per chiamare un altro amico che come il primo non sentiamo da quasi un anno per cercare di spiegargli di queste serate in cui arrivo a casa svuotato e butto lo zaino in terra e avrei voglia solo di andare a dormire, ma non lo faccio, ovviamente… ci sono ancora da affrontare i problemi e gli scazzi quotidiani dei figli che crescono ed iniziano a credere negli avvertimenti che ricevevano nel corso degli anni… iniziano a credere, ma non sono convinti e quindi continuano a sbagliare sulla loro pelle… ed è anche giusto così, tutto sommato…

e invece il tempo è solo questo e non mi basta più.

forse sono io che non riesco ad organizzarlo a mio comodo e, semplicemente, lui organizza me secondo i suoi schemi.

allora è colpa mia… boh… sarà colpa mia, non lo so, ma non riesco a fare meglio di così in questo momento.

perla lavorativa

stavolta la perla è positiva, almeno per me. ho ricevuto questa frase in una email che ci doveva spiegare delle modifiche ad uno dei nostri strumenti di lavoro e l’autore della comunicazione ha avuto uno sbotto creativo.

La costruzione di un mondo (lavorativo) migliore non può essere affidata, in una democrazia di uomini liberi, all’imposizione, ma deve essere solo il risultato di singole operazioni virtuose operate in piena autonomia da ognuno di noi.

non è bellissima?

per me all’ischitana, grazie

non riesco proprio a capire come la gente abbia tanto tempo da dedicare a battersi per le cazzate quando abbiamo un paese allo sfascio che avrebbe bisogno di tanti volontari per essere ritirato su…

… ‘cci vostra… ogni tanto ve lo dico e ve lo ricordo… ‘cci vostra…

AGGIORNAMENTO: non se ne lasciano scappare una, proprio no…

finita, davvero…

Roma, Italia
ore 10.00 circa
umore nero, come il tempo
colonna sonora i malumori che mi riempono il cervello

la vacanza può ritenersi davvero conclusa, da un paio d’ore ormai sono tornato al lavoro ed ho trovato una situazione peggiore di quella lasciata prima di partire… non mi aspettavo nulla di diverso.

unica nota positiva è che almeno sono tornato… all’atterraggio mi veniva da chiedere al pilota se eravamo atterrati o se ci stavano attaccando, mitragliando o bombardando, però siamo sani e salvi e anche stavolta la raccontiamo, con calma, ma la racconterò, ora devo rimettermi in paro col lavoro… ho 700 email da leggere!

occhio alla buca!

faccio questa strada tutti i giorni (feriali, of course!), due volte al giorno, per andare a lavorare e per tornare a casa dal lavoro… è ormai scandalosa la sua condizione specialmente dopo i giorni scorsi di pioggia.

lunedì mattina, nel tentativo di evitare una buca, una macchina mi è venuta addosso… no, in realtà la botta l’ha presa mia moglie sulla gamba ed ora si sta facendo una vacanza a casa… quantomeno non siamo caduti, chissà come!

da anni vari comuni e l’anas si rimpallano la competenza di questa strada, evidentemente fa comodo così.

bisognerebbe mandarlo a striscialanotizia questo video anche se mi sembra ridicolo veder difesi i diritti del cittadino da un pupazzo rosso che parla genovese con chiari intenti comici… che tristezza! :P

non c’è limite all’indecenza delle persone!

Basta raccomandazioni!

era ora che qualcuno lo dicesse! :D