silenzio, solo silenzio…

poco fa stavo leggendo un articolo di Giustino Parisse, uno dei sopravvissuti di Onna, il paese in provincia de L’Aquila completamente distrutto dal terremoto del 6 aprile dello scorso anno.

Giustino parla dei turisti che arrivano da ogni parte d’Italia (del mondo?) per visitare i luoghi della tragedia, per visitare le macerie  ed evidenzia il fatto che quasi sempre la reazione di questa gente è di sgomento ed incredulità… è diverso vedere da lontano queste cose e poi trovarcisi dentro.

è successo anche a me, venerdì sera scorso sono andato a L’Aquila di ritorno da un mini viaggio di vacanza, non ci sono andato appositamente, ma ho approfittato della vicinanza.

volevo andare a vedere e magari scattare anche qualche fotografia, ma non ce l’ho fatta…

salendo verso il centro storico sono passato davanti a quello che rimane del Palazzo dello Studente e non sono riuscito neanche a fermarmi.

la passeggiata lungo il corso è stata struggente, mentre avanzavo mi si stringeva il cuore fino alla morsa totale arrivato davanti alla ringhiera piena di chiavi, chiavi di casa degli aquilani a cui hanno tolto la vita di tutti i giorni…

ho visto situazioni paradossali con militari a bloccare delle strade chiuse da transenne metalliche e nel vicolo subito dietro la strada invece libera e senza controllo… sarà per questo che gli aquilani si sono lamentati di non poter entrare nelle loro case, cosa che invece fanno liberamente i ladri, sciacalli infami.

prima di andare via sono tornato davanti alla casa dello studente e lì la sensazione di rabbia diventa molto forte. di fronte c’è una strada che dovrebbe essere chiusa, non porta da nessuna parte se non in mezzo a palazzi abbandonati. entrare lì e fermarsi in mezzo a quella strada è stata un’esperienza agghiacciante… c’è un silenzio assordante rotto solo dallo scricchiolio di qualche vetro o persiana o qualche mobile, non lo so, quello che so è che avevo voglia di fuggire… quel silenzio e la presa di coscienza delle bugie che ci stanno dicendo da oltre un anno è stato davvero troppo.

le uniche cose buone sono state il vedere che il grosso delle macerie è stato rimosso, almeno nel tratto di strada percorribile e questo dà almeno un piccolo segno di rinascita, di pulizia e inoltre  è stato bello vedere che gli aquilani stanno cercando a tutti i costi di far rivivere la loro città, riaprendo faticosamente un negozio dopo l’altro e organizzando feste improvvisate davanti ai bar, sono gente davvero tosta e ce la faranno, anche se nessuno li sta aiutando concretamente.

Teri mostra le rughe

Teri mostra le rughe su Facebook: “Basta botox”…
Teri Hatcher si schiera contro il botox. La star di “Desperate Housewives” ha annunciato di non voler più fare interventi sul viso, e sulla sua pagina di Facebook ha messo due foto in cui mostra le rughe, aggrottando le sopracciglia. Ha anche ringraziato Julia Roberts, un’altra diva che ha rifiutato i “ritocchi” anti-età: “In ‘Mangia Prega Ama’ è una vera donna in un vero viaggio”. Ma chissà cosa pensano le altre Casalinghe disperate della scelta di Teri: alcune di loro, come Marcia Cross e Felicity Huffman, il volto continuano a spianarlo

da Repubblica.it

Estiqaatsi!

Estiqaatsi, grande capo indiano della tribu’ Cherokee Shalakke, medico, sciamano, filosofo, pensatore e figlio del Grande Capo Sequoyah dice che rughe essere grande segno di saggezza e che quindi Teri fare bene a mostrare rughe almeno gente smette di pensare che lei essere stupida!

unplugged

unplugged, in musica, si dice di un concerto suonato rigorosamente in chiave acustica, senza l’uso di strumenti elettrici né vari effetti di distorsione solitamente abusati dalle chitarre elettriche per esempio, dal verbo inglese to unplug, staccare la spina.

per me un esempio memorabile di questo tipo di musica/concerto/esibizione fu (e rimane ancora oggi) l’unplugged dei Nirvana a New York dek 1993 pubblicato poi come album l’anno seguente… a detta di molti fu un’interpretazione molto intensa e carica di passione, specialmente da parte di Kurt Cobain ed è per questo che se ieri pomeriggio, in metropolitana, ascoltando senza volere (almeno inizialmente) due ragazzi parlare tra loro sento uno dei due che ripete per più volte: “Che ci vuole a fare un Unplugged? Lo hanno fatto PERFINO i Nirvana, figurati noi”, istintivamente mi girano le palle!

il suo interlocutore non ha risposto a questa affermazione, chissà se per vergogna, per ignoranza, se per non dare torto all’amico o se per altro, ma non ha risposto…

io, ovviamente (mica tanto!), non mi sono intromesso e ho lasciato a questo sicuro genio della musica la sua convinzione, ci mancherebbe, ma la voglia di dirgli che non capisce un emerito cazzo di musica era tanta o, quantomeno, di dirgli di cercare di essere più umile, in generale o almeno nei confronti di chi ha portato la sua musica in tutto il mondo, musica che ascoltiamo ancora oggi a più di 15 anni dallo scioglimento del gruppo.

detto questo ora prepariamoci ed aspettiamo con impazienza l’uscita del loro uplugged, che ci vuole?

è così che se ne andrà?

“signora, ha un carcinoma diffuso allo stomaco… il dolore glielo provoca l’ulcera, il carcinoma non lo sente nemmeno…”

non lo sente nemmeno, ma c’è… ed è dentro mia madre, così come lo ero io quaranta anni fa… lei mi ha dato la vita, questo bastardo che lei neanche sente le toglierà la sua?

suo padre, mio nonno, è morto trenta anni fa per un cancro allo stomaco, lo aprirono per operarlo e lo richiusero immediatamente quando si accorsero dell’inutilità dell’operazione… sarà lo stesso per mia madre, sua figlia? mi dicono che la medicina nel frattempo ha compiuto passi da gigante, ma mi sembra, in realtà, che di fronte al cancro quello che resta ad ogni malato è sempre e solo la speranza (maledetta!) ed un termine da riempire il più possibile… o anche no, dipende dal malato di volta in volta.

lui aveva 72 anni, lei non ne ha neanche 61… cazzo…

oggi un oncologo la visiterà d’urgenza per operarla il prima possibile, ma questo non mi tranquillizza.

ho letto un po’ di informazioni su questo tipo di malattia e anche in caso di intervento veloce e tempestivo ho visto che le percentuali di successo non sono altissime, anzi, al contrario… dice che nel 13% dei casi si raggiunge addirittura un’aspettativa di vita di 5 anni… 5 anni, porca troia… in ogni caso è una situazione di merda.

mia madre è l’ultima, la più piccola di sette sorelle; la più grande ha qualcosa come 82-83 anni, non ricordo, e poi via via scendendo fino a lei.

sono ancora tutte vive, qualcuna anche acciaccata forte e ad un paio di loro hanno anche tolto dei tumori, ma sono ancora tutte vive e mia madre rischia di essere la prima ad andarsene, a poco più di 60 anni…

lo so che è morta tanta gente anche più giovane, ci mancherebbe, ne muoiono tutti i giorni di persone giovani, non voglio essere troppo ipocrita, ma questa è mia madre.

non voglio neanche fare il solito italiano mammone, ho smesso di esserlo da tanto… anche troppo… addirittura a periodi sfioro nell’indifferenza verso i miei genitori, ma il sentimento rimane sempre intatto e questa cosa che sta succedendo mi sta confondendo.

non so come affrontarla, non so cosa pensare, non so come reagire, non so se piangere, se ridere, aspettare, chiamare, bestemmiare, stare tranquillo, agitarmi o cosa. lavoro, ma non con la testa, il cuore è gonfio e pulsa affannato, i polmoni prendono poca aria o troppa insieme, la temperatura a tratti è alta e a tratti mi dà fastidio l’aria condizionata… che si fa in questi casi?

ha da passà ‘a nuttata” diceva Eduardo in Napoli Milionaria, aspettando l’azione della medicina appena somministrata alla figlioletta malata e noi aspettiamo e vediamo se ’sta medicina sarà amara o come sarà…

incapaci?

sono appena arrivato in ufficio… vabbè, da 10 minuti più o meno… il tempo di acccendere il portatile e colelgarmi alla rete.

ho dovuto cambiare strada stamattina e mi sono trovato, ad un certo punto, a dover fare un pezzo di strada contromano per tornare indietro perché un tizio si stava preoccupando di scorrere la fila, a piedi, per informarci che c’era stato un incidente a Piazza Re di Roma e che l’Appia era tutta bloccata, impossibile passare… e meno male che stavo in moto… gli altri saranno ancora lì a meno che, faticosamente, non siano riusciti piano piano a retrocedere fino alla traversa che permetteva l’uscita da quel delirio.

ora, quello che a me sfugge è: “ma come si fa a fare un incidente a Piazza (dei) Re di Roma così grande tanto da causare il blocco totale della via Appia?!”

la consolare via Appia non si è fermata davanti ai millenni della storia e si ferma per un banale incidente su una piazza che la interrompe per un piccolo tratto?

cosa stavano facendo gli abili guidatori delle vetture coinvolte per non accorgersi del pericolo?

telefonavano? fischiavano dietro al culo della famosa mora che attraversava? erano impegnati nel solito gioco de “A chi ce l’ha più lungo” e quindi intenti a non far passare nessuna macchina davanti a loro pena la perdita del posto acquisito nella fila?

a parte tutte le possibili risposte e motivazioni vorrei ricordare che il limite massimo su quel tratto di via Appia e sulla piazza è rinchiuso nei fatidici e canonici 50 Km orari cittadini.

chiudo con un bel mortacci vostri a chi ha causato l’incidente, qualunque sia la causa, tanto avranno torto tutti quelli coinvolti.

ah, io comunque sto qui e pronto a dare smentita di quanto scritto nelle prossime 48 ore!

incomprensione o cosa?

uno dice che “Hanno stravolto la legge, sono tentato di ritirare il ddl anti-intercettazioni” e quelli dall’altra parte capiscono chissà cosa e rispondonoNon è mai troppo tardi e il ravvedimento di berlsuconi è solo da apprezzare. Il ddl sulle intercettazioni è impresentabile e se berlsuconi ha deciso di abbandonarlo vuol dire che aveva superato il livello di indecenza“…

scusate, il tizio, il primo… il puttaniere insomma, quello lì, ha detto che lo ritira perché dopo le modifiche richieste dai finiani, dall’opposizione e anche dal popolo, non gli piace più… (leggi “non gli fa più comodo in questo modo“), non ha detto di aver capito che fosse sbagliato il ddl e che non è più giusto portarlo avanti perché, per esempio, è anti costituzionale, viola i diritti umani sanciti dalla carta  dei diritti fondamentali dell’unione europea, della dichiarazione universale dei diritti umani, perché anche l’ONU ha detto che non è legale approvarlo, etc.

allora perché un esponente dell’opposizione dovrebbe dire che  berlsuconi si è ravveduto e blablabla?!

si torna sempre allo stesso discorso, questi sono marci tutti, da destra a sinistra e bisogna fare piazza pulita, tutti a casa e ricominciamo da capo e ‘fanculo anche alla demagogia!

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola

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Paolo Borsellino

Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992

è allucinante leggerti!

mio caro Giampiero Mughini, non è allucinante giudicare oggi un uomo per una colpa di 32 anni fa, secondo me, ma è molto più allucinante leggere le cazzate che sei scrive a 69 anni… ha una figlia lei, signor Mughini? se avessero sodomizzato sua figlia tredicenne, 32 anni fa, e se il colpevole di questo ABOMINIO fosse stato condannato, ma senza scontare la pena, lei, signor Mughini, sarebbe quindi contento e felice?

lei crede che davvero Samantha Geimer non pensi mai a quel giorno?

capisco perché lei, signor Mughini, sia stato radiato dall’albo dei giornalisti (anche  se questo non le ha impedito di trovare lavoro presso un giornale… capisco anche perché io non leggo quel giornale!)…

quanti anni ha?

L’importante è avere le idee chiare:

da LaStampa.it

The Fletcher memorial home – Pink Floyd